Festa mamma: in tanti paesi del mondo la fame, in Italia la denatalità, ma oggi un diritto in più

Seconda domenica di maggio dedicata alle mamme: tante di loro in tanti Paesi del mondo vivono situazioni difficili o addirittura drammatiche, come le madri ucraine, afghane, e di quei Paesi come Yemen, Repubblica Democratica del Congo, Siria, Nigeria e Venezuela, che stanno vivendo pesanti crisi umanitarie. Dall’ Etiopia, al Sud Sudan, al Madagascar, allo Yemen  oltre mezzo milione di persone , scrive l’ultimo rapporto FAO,  rischia di morire di fame, una catastrofe alimentare di cui le prime vittime sono i bambini e con loro le madri. Appena meno catastrofica è la condizione di 40 milioni di persone in 36 Paesi che sono in emergenza acuta e richiedono assistenza urgente., mentre si calcola che siano  26 milioni i bambini con meno di 5 anni affetti da malnutrizione grave, e che oltre 5 milioni di loro rischino la vita.Tema sulla fame nel mondo | Studenti.it

Uno scenario da incubo per i Paesi coinvolti e che segnala l’enorme disparità di condizioni economiche e di diritti fra le donne e le popolazioni più povere che vivono nelle diverse aree del mondo.

In Italia, come sottolinea il comunicato inviato alle redazioni da Maria Italia Granata, Referente welfare Segreteria Unione Comunale PD Ferrara, questo 8 maggio festeggia , invece, l’affermazione di un diritto atteso,  se si pensa che finalmente è stata emessa una sentenza della Corte Costituzionale ” che prende in considerazione due esigenze che sembravano di difficile combinazione, riconoscere a figli e figlie entrambe le origini, materna e paterna, eliminando la discriminazione contro le madri e permettere anche scelte diverse ai genitori se d’accordo. Con questa sentenza, la Corte ha deciso che, nel rispetto del principio di eguaglianza e nell’interesse dei figli e delle figlie, il cognome costituisce elemento fondamentale dell’identità personale.

Tuttavia, conclude il comunicato, dopo avere elencato le difficoltà che le mamme  incontrano anche nel nostro Paese, “In un paese in cui la denatalità la fa da padrona, in cui c’è un solo bambino ogni 5 anziani, non possiamo più permetterci di vedere affissi cartelli, come recentemente è successo ad Asiago” CERCASI COMMESSA SENZA FIGLI”. Se davvero vogliamo dare un senso alla Festa della Mamma, dobbiamo far sì che ci sia una società che accoglie, che attua politiche di indirizzo, di servizi a supporto della maternità, delle disabilità e delle mamme, di orari flessibili, perché una mamma è mamma tutto l’anno, tutti gli anni fino all’ultimo giorno della sua vita. Mamma è per sempre.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.