Fials Ferrara: “Gli infermieri fuggono. Ecco le principali criticità”

Duro intervento di Fials Ferrara, per voce della segretaria Mirella Boschetti, sul rischio perdita degli infermieri per autolicenziamento. Boschetti con una lettera aperta alle massime autorità sanitarie e politiche, sia cittadine che governative, sottolinea come con l’apertura, a livello nazionale, di avvisi per incarichi e bandi di concorso, ci sia l’elevato rischio che in provincia di Ferrara, restino pochi infermieri e operatori socio sanitari. Nella lettera aperta, pubblicata integralmente di seguito, si formulano alcune proposte

“Come potevano pensare le 2 aziende sanitarie ferraresi di riuscire ad incatenare gli infermieri a Ferrara? Il tentativo di bloccare i professionisti rifiutando aspettative, ritardando la data della mobilità verso altre aziende di altre regioni sta miseramente fallendo. E’ iniziato un lento ma inesorabile stillicidio di autolicenziamenti di infermieri che potrebbe trasformarsi in una emorragia, perché tra le Regioni, le aziende sanitarie pubbliche, le strutture private è iniziata una preoccupante contesa dei professionisti della sanità, prevalentemente infermiere ed OSS, a seguito dell’apertura su tutta la penisola di avvisiper incarichi e bandi di concorso.

“Per i professionisti della sanità e soprattutti per gli infermieri si è realizzata l’opportunità tanto agognata, di ritornare nelle terre di origine, in cerca di un posto di lavoro e, giustamente la colgono, ricorrendo anche all’autolicenziamento di fronte alla mobilità negata. Si sta rivelando inutile anche l’infelice strategia aziendale di inserire nel Contratto Individuale di Lavoro un vincolo temporale di permanenza, dimostratosi spesso un deterrente per l’accettazione del posto e come si sta verificando una catena inutile, spezzabile con l’autolicenziamento.

“Il Piano Triennale del Fabbisogno 2020-2022 oltre ad essere, come si evince chiaramente, un Piano di assunzioni al lungo termine, è un piano asfittico.
Serve unurgente Piano Assunzioni integrativo per infermieri, per OSS per tutte le professioni in prima linea, un Piano Assunzioni lungimirante che tenga conto delle criticità che già sono presenti e che potrebbero ingigantirsi.

“1-Dall’ aumento dei contagi fra gli operatori della sanità , (va abolito l’articolo 7 del DL 9-3-2020 che sospende la quarantena per i sanitari potenzialmente infetti).

“2- cresce il burnout, l’adrenalina che ha sostenuto i professionisti nella prima onda d’urto si è esaurita. Bisogna investire sul benessere organizzativo negli ambienti di lavoro.

“Le condizioni di lavoro già difficili prima del COVID sono ora insostenibili, i professionisti sono in burnout, sottoposti a continui stravolgimenti, ad improvvise riconversione ed accorpamenti di UU.OO e di servizi, al cambio repentino della tipologia di pazienti da assistere che impongono loro un grande sforzo di apprendimento di sviluppo di ulteriori competenze professionali, di nuove tecniche, dell’uso di nuova strumentazione.
Il salto dei riposi, la sospensione o il rischio di revoca delle ferie, la minaccia o il ricorso agli ordini di servizio, la negazione di periodi di aspettativa, sono tutti elementi che contribuiscono ad esasperare un clima già teso.

“3- Per fare fronte al preoccupante fenomeno finora tenuto sotto il tappeto della carenza di personale sanitario, infermieri ed OSS nelle strutture socio sanitarie e sanitarie del privato, privato accreditato, nelle strutture per anziani pubbliche e private dove si sono manifestati focolai infettivi COVID a cui si continua a “prestare” personale infermieristico ed OSS dipendenti dell’ azienda USL, come già segnalato da FIALS nella riunione interaziendale del
22-10-2020 e formalizzato con lettera del 25-10-2020 indirizzata ai Direttori Generali AUSL-AOSP, alla Conferenza Socio Sanitaria Territoriale, alla Regione.

“Il sistema di autorizzazione e di accreditamento al funzionamento delle strutture sanitarie, socio sanitarie, socio assistenziali private e pubbliche, chiamato in causa dal Direttore Generale AUSL durante la Conferenza Socio Sanitaria Territoriale, quale garanzia della qualità dell’assitenza erogata, ad avviso di FIALS e come più volte ribadito, necessita di revisione, nel frattempo servono controlli frequenti per valutare il mantenimento dei requisiti di autorizzazione accreditamento dichiarati, non solo requisiti strutturali, ma anche organizzativi e di personale di atrezzature, dei processi di sanificazione, dei percorsi sporco-pulito, fondamentali per fare fronte alla pandemia COVID.

“Serve assumere subito OSS ed infermieri e gli altri profili professionali impegnati in prima linea, con contratti a tempo indeterminato, servono OSS per garantire un’assistenza di base di qualità ai pazienti, servono OSS perché l’infermiere deve disporre del tempo necessario per svolgere le attività di propria competenza con un tempo congruo, servono infermieri perché il rapporto numerico infermieri/pazienti è fondamentale, è il discrimine spesso tra la vita e la morte, tra la salute e le complicanze, tra il dolore ed il benessere, come da decenni hanno ampiamente dimostrato studi scientifici di spessore.

“Il potenziamento dell’assitenza domiciliare, l’inserimento dell’infermiere di famiglia non può continuare ad essere un mantra, va realizzata per non intasare le degenze per acuti, per non intasare i Pronto Soccorso per non dare in pasto all’ira dei cittadini gli infermieri, gli oss, tutti i professionisti in prima linea vittime dei ritardi di chi ben pagato e con ben altre responsabilità doveva provvedere e prevedere l’emergenza.

“Serve il rinnovo del CCNL, gli stipendi sono inadeguati, le indennità di disagio sono da fame , ferme da 20 anni, gli pseudo premi briciole. Bisogna invertire la tendenza della fuga all’estero degli infermieri, dei professionisti della sanità che il mondo ci invidia e ci contende.  Serve valorizzare le professionalità nella logica del riconoscimento delle competenze e del merito e non della casta la cui revisione va a rilento ad avviso della FIALS in considerazione della integrazione fra i servizi delle due aziende sanitarie ferraresi partita 11 anni orsono.

“Questo è quanto la FIALS avrebbe voluto ribadire durante la videoconferenza della CSST del 12-11-2020, ma il tempo è stato tiranno ed il dito del moderatore sul blocco microfono FIALS inesorabile” conclude la segretaria territoriale di Fials Ferrara.

One thought on “Fials Ferrara: “Gli infermieri fuggono. Ecco le principali criticità”

  • 17/11/2020 in 14:39
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    Anche gli “eroi” costano, altrimenti ve li scordate …

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