FIOM e CGIL: scontri sulla riforma

La riforma del mercato del lavoro proposta dal governo rompe nuovamente il fronte sindacale: la CGIL regionale e la segreteria territoriale della FIOM di Ferrara si ritrovano su due fronti contrapposti.

Teatro dello scontro è la giornata di mercoledì: dopodomani il parlamento voterà infatti la fiducia sul disegno di legge di riforma del mercato del lavoro messo a punto dal governo e, in particolare, dal ministro Elsa Fornero.

“E’ una legge che non convince nessuno – scrive la CGIL regionale – che colpisce chi lavora senza aiutare i giovani e chi un lavoro non ce l’ha.  E’ una legge che non favorisce la crescita e non serve al Paese”. E’ sulla base di queste convinzioni che il comitato direttivo della CGIL regionale ha proclamato due ore di sciopero per mercoledì prossimo, in concomitanza con il voto di fiducia in  parlamento. Alle 17.00, è previsto un presidio davanti alle prefetture per manifestare contro il disegno di legge.

Ma per la FIOM, la federazione dei lavoratori metalmeccanici, due ore di sciopero e un presidio non sono abbastanza. “E’ gravissimo che il comitato direttivo della CGIL abbia rinunciato a proclamare uno sciopero generale – dice Mario Nardini, segretario provinciale della FIOM – viste le conseguenze che questo disegno di legge avrà sui diritti dei lavoratori.”

Sono necessarie iniziative più decise, sostiene la FIOM, che conferma una raccolta di firme per  ottenere un referendum abrogativo del provvedimento di legge, a partire prima di tutto dalle normative che modificano l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

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