Fiume Po, nuova sonda tecnologica per il controllo continuo della qualità dell’acqua

Il lungo periodo di siccità che ha caratterizzato questi mesi nel Nord del paese, solo parzialmente mitigato dalle precipitazioni degli ultimi giorni, ha messo ancora una volta al centro dell’attenzione sociale ed economica, oltre che ambientale ed agricola, l’importanza essenziale dell’acqua per la crescita, lo sviluppo e la sussistenza alimentare.

Oggi la qualità della risorsa idrica del Fiume Po è progressivamente migliorata, soprattutto rispetto ad un decennio fa, e l’introduzione dei quasi 7000 mila depuratori nell’intero bacino ha reso il fiume più lungo d’Italia uno tra i meno inquinati se rapportato a grandi corsi d’acqua europei e mondiali di simile o maggiore incidenza sulle singole realtà che attraversano.

Disegnato questo scenario è però fondamentale proseguire nella convinta attuazione delle direttive comunitarie votate a raggiungere nuovi obiettivi ambientali e in quest’ottica l’Autorità Distrettuale del Fiume Po-MiTE ha puntato sulla tecnologia più sofisticata per monitorare costantemente la qualità intrinseca dei flussi mediante l’analisi approfondita di tutti i valori chimico fisici che compongono la risorsa.

In partnership con Arpae Simc e grazie allo studio dello staff tecnico della factory bolognese CAE si sono individuate le condizioni operative ideali lungo il fiume per effettuare il posizionamento della sonda dal momento che, per poter funzionare continuamente real time, la stessa deve mantenersi in regime di sommersione.

L’applicazione di avanzate ed innovative strumentazioni frutto della ricerca di CAE hanno consentito di realizzare la nuova sonda multiparametrica che Arpae ospiterà nella sua stazione di rilevamento di Pontelagoscuro (Fe), in prossimità della foce del Po. In quest’ultimo tratto strategico dunque si effettuerà la verifica puntuale della qualità dell’acqua – per una durata progettuale di tre anni – che permetterà di conoscere dati basilari per avviare tutte le azioni virtuose in grado di incrementare le performances positive o eventualmente intervenire per eliminare, in tempi adeguati, quelle meno buone, potenzialmente inquinanti.

Le rilevazioni riguarderanno un articolato mosaico di parametri chimico-fisici quali: temperatura dell’acqua, conducibilità elettrica, pH, ossigeno disciolto, potenziale redox, torbidità. Grazie ai parametri forniti dalla sonda CAE si otterranno indicazioni precise sullo stato delle acque, che andranno analizzate e inquadrate all’interno degli andamenti stagionali, dello storico dei dati, delle fluttuazioni dei valori.

La necessità è emersa al fine di perseguire le prescrizioni della Direttiva Quadro sulle Acque (DQA), i cui obiettivi evidenziano l’importanza della risorsa idrica dal punto di vista socio-economico e per la quale risulta fondamentale l’individuazione dei corpi idrici e delle relative caratteristiche chimico-fisico-biologiche, nonché del loro livello di alterazione.

“Fino ad oggi le attività di controllo sono state effettuate dagli Enti tramite campagne di misura– ha commentato il Segretario Generale di ADBPo Meuccio Berselli – l’Autorità Distrettuale ritiene che un monitoraggio automatico e continuo dei parametri chimico fisici possa rappresentare un passo avanti grazie ad uno strumento potente a sostegno di chi giornalmente opera sul territorio.

Grazie all’esperienza dello staff tecnico di Arpae e a quello ingegneristico di CAE a queste rilevazioni real-time, molto rapide in termini di restituzione di dati utili, si potranno individuare sversamenti nelle acque superficiali, permettendo così interventi tempestivi da parte delle autorità competenti arricchendo al contempo i nostri big data informativi, un database essenziale per le azioni di pianificazione e progettazione”.

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