Flavio Romani e gli altri attivisti italiani fermati in Russia sono rientrati oggi a Fiumicino – Intervista

Sono rientrati stamattina a Roma i cinque attivisti fermati dalla polizia martedì sera a Ninzhny Novogoro, città della Russia europea orientale, durante un incontro organizzato con l’associazione russa ‘Men and Law’ per parlare dei diritti e della dignità delle persone recluse. Abbiamo contattato al telefono il presidente dell’ArciGay, Flavio Romani, in passato è stato presidente dell’Arcigay di Ferrara, appena giunto a Fiumicino. Ecco cosa ci ha raccontato

28 giugno – ore 18 35, attivisti verso Mosca, domani il rientro in Italia

Rientreranno in Italia domani, giovedì 29 giugno, come previsto da programma, i cinque attivisti fermati ieri pomeriggio, dalla polizia in una città della Russia centrale, dove si trovavano per monitorare la situazione delle carceri e dei diritti umani. Durante la riunionela polizia ha chiesto i passaporti e steso verbali. “Da quel che ho capito ci contestano di fare propaganda politica” spiegava ieri sera Romani, contattato al telefono da Telestense.

I cinque attivisti sono in Russia con un visto turistico e non diplomatico, come invece chiesto dalla autorità russe. Per questo motivo sono rimasti in stato di fermo per circa nove ore e poi rilasciati, grazie anche all’intervento della Farnesina e del Consoldato Generale d’Italia. I cinque inqueste ore stanno raggiungendo la capitale russa, su consiglio dell’ambasciata italiana di Mosca.

27 giugno – ore 23 35, rilasciati gli attivisti italiani.

flavio romani
Flavio Romani

Sono stati rilasciati i cinque attivisti italiani fermati dalla Polizia in Russia: ne ha dato notizia, alle 23 30, uno dei membri del gruppo, il Presidente di ARCI Gay Flavio Romani.

Ecco il testo del post che Romani ha pubblicato: “Ci hanno liberati pochi minuti fa, stiamo tutti bene, la polizia é stata sempre corretta e gentile, anche se un po’ lenta, ecco.

Io e i miei compagni di viaggio Grazia, Valentina, Michele e Alessio vi ringraziamo davvero di cuore per il supporto grandioso che ci avete dato, siete stati magnifici e magnifiche. E comunque sono in un bellissimo Paese”.

Di seguito la sintetica ricostruzione dei fatti pubblicata da Telestense alle 22 10, poco dopo che la notizia aveva cominciato a diffondersi in Italia.

Ore 22 10, cinque attivisti italiani fermati dalla Polizia in Russia.

Cinque attivisti italiani, tra cui Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay, sono in stato di fermo in un posto di polizia nella città russa di Nishnij Novgorod dalle 15 (ora di Mosca) di oggi pomeriggio.

Il gruppo si trovava nella sede associativa di un gruppo attivista per occuparsi di carceri e diritti in generale quando, durante la riunione, sono entrati alcuni agenti di polizia ed hanno chiesto i passaporti e steso verbali. “Da quel che ho capito ci contestano di fare propaganda politica” ha spiegato Romani, contattato al telefono da Telestense. “Stiamo bene e siamo abbastanza tranquilli, loro sono molto gentili”.

Gli italiani si trovano nella città della Russia europea centrale con un visto turistico e non diplomatico. Oltre a Flavio Romani (che in passato è stato presidente del comitato Arcigay di Ferrara) ci sono gli attivisti di Antigone e Buon Diritto (associazione quest’ultima legata al Sen. Luigi Manconi). Già attivati Consolato ed Ambasciata italiana.

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