Fondazione Carife: da dove veniamo, dove andiamo… – VIDEO

fondazione carifeFondata nel 1992, la Fondazione Carife è nata come una costola della Cassa di Risparmio di Ferrara in seguito alla riforma del sistema bancario italiano, che già nel 1990 con la legge delega Amato Carli operò la distinzione fra le funzioni creditizie delle Casse di Risparmio italiane e quelle di beneficenza, assegnate alle Fondazioni.

Le Casse divennero società per azioni, le Fondazioni una sorta di holding pubbliche, con il compito di gestire il pacchetto di controllo delle banche, senza alcuna possibilità di esercitare l’attività bancaria. Un progetto di trasformazione, che avrebbe dovuto concludersi con la perdita da parte delle Fondazioni del controllo delle banche di loro proprietà.

Il progetto, che aveva come obiettivo, quello di ampliare le dimensione delle banche italiane, mettendone sul mercato le quote di proprietà delle Fondazioni, perché fossero acquisite da Gruppi bancari importanti o da banche di uguali dimensioni, con cui fare massa critica per incrementare la competitività , non ha mai trovato a Ferrara orecchie interessate , almeno fino a che la Cassa e’ stata in condizioni tali da poter essere appetibile sul mercato. A Ferrara, infatti, la mozione dei sentimenti localistici, l’appello alla ferraresità e la scelta dell’autonomia ad oltranza hanno vinto su ogni altro progetto.

.Diversa la scelta ad esempio della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì e delle Romagne, che fin dal 2005 ha deciso di cedere la proprietà a Banca Intesa San Paolo, mantenendo e rafforzando il proprio ruolo di erogatore a favore del territorio e il logo.

Sappiamo come sia andata a finire nel nulla la ricerca di un partner industriale, avviata quando ormai la banca era entrata in crisi.

Oggi la Fondazione Carife con un capitale di 23.000.000 di azioni si trova ad essere un azionista di minoranza, senza , però, poter contare su un patrimonio spendibile per la città. e la provincia. Per poter tornare a ad esercitare la propria azione di ente erogatore a vantaggio dei ferraresi, deve poter di nuovo contare su un patrimonio, che potrà essere ricostituito solo se la nuova Carife comincerà a funzionare e se troverà un acquirente, che sia in grado di renderla di nuovo redditizia.

In questa prospettiva nel frattempo la Fondazione , come ha più volte ripetuto il suo presidente Riccardo Maiarelli, dovrà ripensarsi, ridurre i propri organismi, diventare una Istituzione più snella, che sappia prendere decisioni velocemente, ricordando che la ferraresità si tutela, non chiudendosi in se stessi, ma tutelando, con gli alleati opportuni, gli interessi della città, delle imprese, dell’intero territorio.


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