Fondazione Teatro Comunale di Ferrara in Commissione consiliare: all’o.d.g. i bilanci, polemica sulle nomine

Chiesta dai consiglieri di opposizione e presieduta dal consigliere Diletta d’Andrea, la 2° Commissione consiliare,  riunitasi  ieri pomeriggio in videoconferenza,  è iniziata con una breve sintesi da parte dell’Assessore alla cultura, Marco Gulinelli, delle vicende che hanno portato il primo CdA della Fondazione del Teatro Comunale Claudio Abbado, presieduto dal dottor  Mario Resca,  a rimettere circa un mese fa  il proprio  mandato nelle mani del Sindaco del Comune di Ferrara, socio unico della Fondazione, il quale ha ritenuto, dopo i ringraziamenti allo stesso presidente e ai consiglieri  per l’attività svolta,  di accettarne le dimissioni.

Sul  tema, non messo esplicitamente all’o.d.g.,  ma  al primo posto nella richiesta di convocazione, si è svolto  gran parte del dibattito successivo, che ha avuto momenti di acceso dibattito nel confronto fra la consigliera PD, Ilaria Barald, e l’Assessore Gulinelli.

La consigliera, ripercorrendo  la vicenda delle dimissioni, ha dichiarato di avere riscontrato divergenze di fondo fra il resoconto fatto da Gulinelli e i verbali del CdA, da cui si evincerebbe che alla base delle dimissioni di Resca e dei consiglieri ci sarebbe stata  l’intromissione , nella nomina di Moni Ovadia,  dell’Amministrazione Comunale, vissuta come non pertinente e lesiva dell’autonomia della Fondazione.,dallo stesso  CdA. .

Ad avviare la discussione la  domanda, posta con pacatezza dalla consigliera Anna Chiappini, sulla natura dell’incarico a Moni Ovadia, che, come hanno chiarito l’assessore Gulinelli, il dottor Giuliani e il dottor Mazzatorta, Direttore generale del Comun:e, è quella di Direttore del Teatro, con un contratto, che sarà firmato a breve,  della durata di tre anni ( fino al termine della legislatura, ha precisato la Presidente della Commissione) ed un compenso pari a quello del predecessore, dottor Marino Pedroni, di 84.000 euro.

A margine il chiarimento, da parte dell’Assessore, sul ruolo del dottor Marcello Corvino,  affiancato come coadiutore artistico,dapprima con un incarico a titolo gratuito, a Marino Pedroni, poi assunto con un contratto temporaneo del valore di 40.000 euro con scadenza ad aprile 2021, sul cui eventuale prolungamento, conclusione o  trasformazione  dovrà decidere il nuovo CdA. .

Sulla questione, successivamente oggetto anche dell’acceso scontro polemico fra la consigliera Ilaria Baraldi e l’Assessore Gulinelli,  rimasta ancora in parte non chiarita secondo la consigliera PD, la Baraldi, interrotta durante il suo lungo e articolato intervento dalla Presidente,  ha annunciato l’intenzione di inviare le sue domande per iscritto  all’Assessore, in modo tale da  avere risposte dettagliate e precise  sia sulle ragioni delle dimissioni di Mario Resca, manager scelto poco più di un anno fa dall’attuale amministrazione, sia sull’incarico  e i ruoli di Direttore generale di Moni Ovadia e di  coadiutore artistico di Marcello Corvino.

Nodo del contendere il contratto  di Ovadia , di cui sono state messe in discussione le modalità della nomina, peraltro ancora in via di definizione da parte del nuovo Cda, appena insediato e presieduto da Michele Placido.  Mentre per Marcello Corvino, Ilaria Baraldi  ha sottolineato come risulti  politicamente  inopportuno il fatto che Corvino sia stato nel recente passato il produttore di molti degli artisti protagonisti degli spettacoli messi in scena dal Teatro Comunale nella stagione 2020,

Al dottor Giuliani è spettato il compito di illustrare, come da o-d.g., il bilancio consuntivo 2020 e quello di previsione 2021. Il commercialista ha precisato che, se i numeri del consuntivo si possono ritenere presso chè definitivi, per il preventivo 2021  restano ancora, seppure in misura circoscritta alla misura dei fondi a disposizione,  possibilità di modifiche legate alla programmazione artistica, che spetterà al nuovo CdA perfezionare e completare.

In sostanza per il consuntivo  il teatro chiude il bilancio 2020 con un attivo di ca 100.000 euro, mentre per il preventivo, per così dire provvisorio, l’attivo si fermerebbe a 50.000 euro.

La straordinarietà della programmazione  2020, in parte sospesa e in parte in assenza di pubblico, ha detto Giuliani, ha sottratto entrate da bigliettazione, ma ha permesso anche una riduzione dei costi, sicchè i fondi standard ricevuti dallo Stato, dalla Regione Emilia Romagna e i contributi del Comune di Ferrara hanno consentito anche lavori di sistemazione del teatro.

Purtroppo il Teatro cittadino, nonostante la sua gloriosa identità di Teatro di tradizione, ( come è  stato rilevato da Giuliani, in risposta ad una specifica domanda del consigliere M5S Tommaso Mantovani) non conta che in minima parte su contributi di sponsor privati, la cui ricerca è stata ulteriormente bloccata dall’emergenza Covid, sebbene, ha aggiunto Giuliani,  l’ex presidente Resca avesse già in corso trattative, fra gli altri,  con BPER e Sipro  .

Rispetto all’attivo, annunciato all’atto delle dimissioni da Mario Resca, di ca 440.000 euro, Giuliani ha spiegato che la differenza è dovuta alla richiesta da parte del Comune ,allora non ancora contabilizzata, , di destinare 330.000 euro, circa il 20% dei contributi erogati, agli spettacoli in presenza di pubblico , come si spera possa  avvenire, nel 2021.

D.B.

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