“Foto di gruppo” la scultura di Sergio Zanni donata dall’artista al Comune è stata posta nel salone d’Onore del Municipio

Arriva a palazzo Municipale la grande opera dello scultore ferrarese Sergio Zanni, donata dall’artista al Comune. L’opera si chiama “Foto di gruppo” ed è un complesso scultoreo composto da sei figure (le più alte sono di tre metri) realizzato in polistirolo ricoperto di iron ball. È stato collocato nel salone d’onore. “Grazie al Maestro Zanni per questa straordinaria donazione alla città – dicono il sindaco Alan Fabbri e l’assessore Marco Gulinelli -. Siamo felici di accogliere a palazzo Municipale una grande firma che da oggi sarà a disposizione di tutti”.

“Questo monumento rappresenta la speranza della fine del mito dell’eroe, che avrebbe dovuto terminare con la Seconda guerra mondiale. Non è un’allegoria di gloria ma la speranza di addio della figura dell’eroe inteso come valore”. “Si è ipotizzato che dopo la Seconda guerra mondiale iniziasse una nuova epoca ma, visto come stanno andando le cose a est, tutto ciò non si è realizzato”, spiega Zanni. “Il mito dell’eroe – precisa – nasce con le radici della nostra cultura, ma purtroppo ci sarà ancora bisogno di lui, perché quel cambiamento in senso evolutivo non si è realizzato. Permane infatti la mentalità della guerra, anche della guerra fredda attraverso la tecnologia, la competizione economica per la conquista dei mercati. Siamo sempre all’interno della volontà di potenza di nietzschiana memoria. Come disse Bertolt Brecht: beati i popoli che non ha bisogno di eroi”.

L’opera polimaterica faceva parte della collezione dell’artista. Nelle ultime settimane è stata esposta al Padiglione di arte contemporanea per la monografica “Sergio Zanni. Volumi narranti”, aperta dal 17 dicembre al 6 marzo – domenica scorsa. Classe 1942, Zanni si forma all’Accademia di Belle Arti di Bologna dedicandosi inizialmente alla pittura. Verso la metà degli anni Sessanta – come raccontato nel corso della sua ultima mostra – si accorge di “usare il colore come supporto, come materia per rifinire le forme” e decide così di “passare alla scultura”. Dal 1967 al 1995 insegna all’Istituto d’Arte “Dosso Dossi” della sua città.

A partire dagli anni Ottanta le sue opere figurano in numerose mostre collettive e personali in Italia e all’estero che lo consacrano come uno dei più significativi e originali interpreti della scultura contemporanea.

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