Frode fiscale: sequestro da 22 mln di euro per una coppia di imprenditori – VIDEO

Il più ingente sequestro di beni mai eseguito in provincia di Ferrara, è quello disposto dal Tribunale di Ferrara nei confronti di 2 imprenditori marocchini.

Oltre 22 milioni di euro, tra case, ville di lusso, auto e furgoni, sequestrati dalla Guardia di Finanza al termine di una complessa indagine per fronde fiscale.

Oltre a ventidue milioni euro di beni. Ammonta a tanto il sequestro ai fini della confisca, eseguito dalla Guardia di Finanza di Ferrara, su disposizione del Tribunale estense, nei confronti di una coppia di imprenditori marocchini condannati la scorsa estate a 6 anni di reclusione per frode fiscale.

I due, stando quanto ricostruito dalle indagini delle Fiamme Gialle ferraresi, avevano messo in piedi un piccolo impero immobiliare fatto di un complesso residenziale da 20 appartamenti in provincia di Forlì-Cesena, una villa con piscina a Ferrara, villette a schiera e altri appartamenti in varie località del ferrarese, ma anche a Occhiobello, Modena e perfino a Roma. Oltre agli immobili sono stati sequestrati anche quote societarie, crediti, auto e furgoni.

In sostanza la coppia di imprenditori, 41 anni lui, 37 lei che si era perfino laureata qui in economia, da anni viveva in Italia e aveva messo in piedi un sistema per frodare il fisco attraverso la gestione di alcuni consorzi, due dei quali con sede a Ferrara e attivi negli appalti dei servizi alle imprese come facchinaggio, logistica e pulizie industriali.

Attorno ai due consorzi ruotavano una trentina di cooperative, costruite ad hoc e affidate a prestanome, che servivano per trattenersi l’iva di servizi che falsamente risultavano essere stati appaltati proprio alle cooperative da parte dei consorzi. In questo modo i due sono riusciti ad accumulare un importante patrimonio, basti pensare che in 9 anni di attività ricostruita dalle Fiamme Gialle, insieme hanno dichiarato appena un milione di euro di reddito imponibile, ma sono riusciti ad acquisire, intestandoli sempre a prestanome e società immobiliari, beni per oltre 22 milioni di euro.

“Ritengo inappropriato fare una conferenza stampa, mostrare video e foto, dandoli in pasto ai media, rispetto ad una attività investigativa che riguarda un procedimento che per sua natura dovrebbe essere caratterizzato dal può rigido riserbo”.
Così la replica agli inquirenti del legale dei due soggetti per i quali è stata richiesta la misura di prevenzione, l’avvocato di Ferrara, Pasquale Longobucco che in una nota giunta in redazione, aggiunge:  “Fare delle riprese, che ritraggono beni oggetto di sequestro, indire un’apposita conferenza stampa in cui si fanno nomi e cognomi, ritengo, sia operazione non corretta e che dovrebbe far riflettere, sulle conseguenza che ne possano derivare in termini di dignità personale e di rapporti lavorativi”.
“Soprattutto – chiude il legale – in relazione a persone che potrebbero risultare completamente estranee alla vicenda processuale”.
Quanto ai sequestri – chiude l’avvocato Longobucco – la difesa si è già attivata per far valere tutte le ragioni nelle sedi competenti”

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