Frodi: Ferrara la città meno colpita, Bologna la più colpita

soldi-img-pp1Sono state 479, nel primo semestre del 2014, le frodi creditizie perpetrate, in Emilia-Romagna, tramite furto d’identità. E’ quanto emerge da una analisi di Crif – azienda specializzata nello sviluppo e nella gestione di sistemi di informazioni creditizie, commerciali e di supporto decisionale – secondo cui, in Italia, queste frodi sono ammontate a 9.000 con una incidenza maggiore in Campania, Sicilia e Lombardia.

Nel dettaglio, a guidare la classifica in Emilia-Romagna, è Bologna, che con 98 casi si colloca in 19esima posizione a livello nazionale, seguita da Modena, con 86, e da Reggio Emilia, con 70. Seguono Ravenna con 47, Rimini con 44 e Forlì-Cesena con 41 mentre le province meno colpite risultano essere quelle di Ferrara, con 22 casi rilevati, e Piacenza, con 26. A giudizio di Crif, a livello generale e nazionale, le frodi creditizie (che si realizzano mediante furto di identità e il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni) pesano in maniera significativa sul credito al consumo, con un aumento dell’importo medio del 7%.

Analizzando l’entità dei crediti ottenuti fraudolentemente, evidenzia ancora Crif, “emerge la predominanza dei piccoli importi circa il 43% dei casi riguarda frodi di importo inferiore ai 1.500 euro. Questa tendenza – viene spiegato – è giustificata dal fatto che i finanziamenti di piccolo importo, specie se erogati non allo sportello ma presso esercenti e punti vendita, sono quelli che tipicamente si caratterizzano per tempi di erogazione più rapidi e controlli meno sofisticati”. Quanto ai tempi di scoperta delle frodi “mentre da un lato solo la metà dei casi viene scoperta entro 12 mesi, dall’altro – puntualizza Crif – va rimarcato come circa il 18% del totale venga scoperto dopo 3 anni o più, con inevitabili maggiori disagi per le vittime. Nel complesso si continua ad osservare una polarizzazione dei tempi di scoperta: se la frode non viene alla luce nei primi mesi – chiosa la nota – rimane nell’ombra molto a lungo, rendendo poi estremamente difficoltoso ricostruire il caso e ripristinare la reputazione creditizia della vittima”

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