Area GAD: zona pericolosa o laboratorio urbano? – VIDEO

gad fortini sergioSe un gesto può cambiare talvolta la storia, possa cambiare, certamente può farlo una narrazione diversa delle cose.

Cambiare il punto di vista sulla realtà, aiuta la creatività e ci fa uscire da imbuti convenzionali., non per illuderci che guardare con occhi nuovi problemi e difficoltà li faccia automaticamente scomparire, ma perche può aprirci nuove possibilità per affrontare e risolverli.

In questo caso, parliamo dell’ossessiva presentazione dell’area cittadina GAD come di un zona pericolosa, un modo per affrontare i problemi che presenta che non porta molto lontano.

Il problema di Ferrara da molti anni è l’area Gad, problema di zone degradate, o a rischio degrado, problema di convivenza fra diverse etnie, problemi di spaccio e di consumo di droga, di scontri violenti, di strade al buio, che non contribuiscono a farci sentire sicuri.

Ma l’area Gad non è solo questo e cambiare il nostro punto di vista su di essa, allargare lo sguardo alle molteplici realtà che in quest’area convivono può aiutarci a reimpostare le strategie per affrontare e magari cominciare a risolvere i problemi reali che ci sono.

Basta aprire gli occhi, dice Sergio Fortini, urbanista e architetto su un’area, che nella sua parte est più estrema comprende lo stesso corso bellissimo, Ercole I d’Este.

Un’area laboratorio o di pericolo? Forse tutte e due, ma affiancare le due prospettive aiuterà amministratori, cittadini, politici di ogni colore che vogliano davvero dare il meglio di se stessi nel promuovere nuova convivenza pacifica, nuova sicurezza, nuovo sviluppo economico in una delle aree che conservano accanto a parti urbanisticamente brutte e datate, strade, piazze e viali di grande valore urbanistico e architettonico.

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