Gad: nasce Nebo, la Casa dell’integrazione – VIDEO

Una casa pensata per l’integrazione. E’ il luogo nato nell’ex presidio psichiatrico di Mura di Porta Po, dove si trovano anche le aule in cui viene insegnato l’italiano a profughi e migranti.

E’ quella realizzata nel quartiere Gad dall’Associazione Viale K.

“Un’area di scambio culturale, per le attività d’integrazione” ci spiega Don Bedin, che però dice anche: “Chi delinque è chi ha avuto un diniego e per questo diventa irregolare. E l’amministrazione pubblica deve decidere quanto prima come affrontare il problema”.

 

 

Si chiama Nebo, come il monte sul quale Mosè ebbe la visione della Terra Promessa, ed è il luogo dove Don Domenica Bedin sta guardando al futuro attraverso la creazione di una casa pensata per l’integrazione tra i popoli. Uno spazio ricavato nell’ex presidio psichiatrico della città, dove oggi, oltre all’emporio solidale il Mantello e due appartamenti casa-famiglia, ci sono anche le aule scolastiche dove profughi e migranti imparano l’italiano, nell’ambito del progetto di accoglienza

Nebo è una casa collocata in piena area Gad, quartiere difficile, popolato da immigrati di varie provenienze. Un luogo da poter utilizzare anche nel pomeriggio (con il doposcuola per gli studenti o per le donne) oppure la sera con attività culturali. Un luogo che diventa punto di riferimento per profughi e migranti che possono attendere anche 2 anni prima di ottenere il permesso di soggiorno oppure un diniego definitivo. “A quel punto si diventa irregolari, si delinque. Per questo l’amministrazione pubblica deve decidere come affrontare il problema”, conclude Don Bedin

Il progetto di accoglienza per questi ragazzi può durare fino a due anni prima di ottenere il documento per il permesso di soggiorno, oppure un diniego definitivo.

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