Garante dei diritti dei detenuti: a luglio la nomina dell’ex Direttore del carcere di Ferrara, dott. Cacciola.

carcere ferraraMentre nel Paese si diffonde l’attenzione delle Istituzioni e del cittadini per le misure di contenimento del contagio in impetuoso aumento nelle ultime settimane, torniamo ad accendere i riflettori sulla casa circondariale di Ferrara, dove durante i mesi del Lock down e fino ad oggi il numero dei detenuti è sceso dai 375 del 29 febbraio ai 353 del 30 aprile, fino ai 339 del 16 ottobre.

Sono 339 i detenuti attualmente presenti nella Casa circondariale di Ferrara, a fronte di una capienza regolamentare di 228 detenuti e di una soglia di capienza tollerabile che arriva a 446.

Sono questi i dati che fotografano l’attuale situazione in termini di rapporto fra presenze e spazi disponibili nel carcere di Ferrara, un rapporto importante sia per capire la qualità della vita dei detenuti nelle celle, ma soprattutto in epoca di Covid 19, per affrontare l’obbligo del distanziamento e, in caso di necessità, di isolamento.

A comunicarci questi dati è il nuovo garante dei diritti dei detenuti nominato a luglio dal Comune di Ferrara, dopo che la prof.ssa Carnevale, professore di Diritto processuale pwenale di Unife, in carica dal 2017, aveva dichiarato la propria personale non disponibilità ad una nuova candidatura.

Al ruolo di garante per i diritti delle persone private della libertà personale per i prossimi tre anni è stato scelto (fra due sole candidature) il dottor Francesco Cacciola, ex direttore per circa 17 anni del carcere di Ferrara, andato in pensione nel 2012.

“A otto anni di distanza dalla mia uscita dal carcere, ci dice Cacciola sono rientrato con questa carica, che mi impone di vedere la struttura con occhi diversi, anche se riconosco che la mia conoscenza del carcere, può favorirm nel dialogo con i dirigenti, il personale di custodia, i detenuti.”

Cacciola che sta muovendo i primi passi nel nuovo ruolo dichiara la necessità di mettersi in contatto con chi lo ha preceduto per dare continuità ad un ruolo, per lui decisamente nuovo, che, aggiungiamo noi, all’atto della nomina non ha mancato di suscitare diverse perplessità nei consiglieri comunali di minoranza, che in sintonia con quelli di maggioranza hanno riconosciuto . l’inadeguatezza dei compensi rispetto alle responsabilità e all’impegno.

Dalla professoressa Carnevale, che ha lasciato un’ampia e dettagliata relazione all’atto dell’uscita, il 7 luglio scorso, e la cui ultima parte del mandato è stata segnata dal drammatico diffondersi della pandemia da Covid-19, dopo una dettagliata descrizione delle misure prese dall’autorità carceraria in collaborazione con l’Ausl per evitare che le carceri diventassero luogo di diffusione del contagio, l’informazione che non si sono registrati casi di positività al virus fino alla fine del suo mandato, né fra idetenuti né fra il personale.

 

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