In Gazzetta Ufficiale il DL “Rilancio Italia”, al primo posto il potenziamento della Sanità

E finalmente ieri sera sul supplemento ordinario n. 21/L alla Gazzetta ufficiale n. 128 del 19 maggio 2020 è stato pubblicato il Decreto-legge Rinancio Italia del 19 maggio 2020 recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il decreto-legge, che interviene in diversi ambiti, in modo trasversale, pone al primo punto la Sanità, vera colonna portante del contrasto all’epidemia nei mesi del lock down, dando in questa Fase 2 un posto di primo piano alla sanità territoriale, come spiega in un recente video il ministro della Salute Roberto Speranza.

Riorganizzare la rete ospedaliera italiana, messa a dura prova nei mesi più caldi dell’emergenza coronavirus e potenziare la sanità sul territorio sono i due pilastri del DL ‘Rilancio Salute’, sostenuto da un investimento complessivo pari a 3 miliardi e 250 milioni di euro.

Il potenziamento della sanità territoriale ridisegna il Servizio sanitario nazionale con un investimento complessivo pari a 1 miliardo e 256 milioni di euro, destinato a finanziare l’assistenza domiciliare, la rete territoriale e le Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), quindi il monitoraggio domiciliare, le strutture territoriali di isolamento,l’ attività di infermieri di famiglia e assistenti sociali.

Priorità della rete ospedaliera, garantire un’assistenza pronta e adeguata ai pazienti più gravi che necessitano cure intensive. Filo conduttore delle misure previste: la creazione, il mantenimento o l’implementazione di percorsi rigorosamente distinti per pazienti Covid o non Covid.

Per l’assistenza domiciliare, verranno implementate sul territorio, con personale dedicato, le azioni terapeutiche e assistenziali.  In tutte le Regioni e le Province autonome verrà potenziata l’attività di sorveglianza attiva (Usca) a cura dei Dipartimenti di prevenzione, in collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta.

Viene disposto l’incremento dei controlli nelle residenze sanitarie assistite (Rsa), anche attraverso la collaborazione di medici specialisti. Sul territorio sarà aumentata la funzionalità delle Usca, deputate al supporto dei servizi di assistenza domiciliare, anche reclutando al loro interno medici specialisti ambulatoriali convenzionati. Risorse stanziate per personale e servizi: 61 milioni di euro.

E’ previsto il rafforzamento dei servizi infermieristici territoriali, per potenziare l’assistenza domiciliare integrata ai pazienti in isolamento domiciliare e ai malati cronici, disabili, persone con disturbi mentali o in situazioni di fragilità.

Con questo obiettivo viene introdotta la figura dell’infermiere di quartiere, mentre per una maggiore sorveglianza sanitaria domiciliare verrà potenziato il monitoraggio, anche attraverso l’uso di App di telefonia mobile. Tutto ciò permetterà di coordinare al meglio i servizi d’assistenza necessari ai pazienti, che riceveranno in dotazione anche i saturimetri per misurare i livelli di ossigenazione, e di individuare subito un eventuale peggioramento clinico di un assistito a domicilio o in una residenza alberghiera, mettendo in moto una tempestiva ospedalizzazione. A questo scopo saranno attivate centrali operative regionali, dotate di apposito personale e di apparecchiature per il telemonitoraggio e telemedicina.

Misure importanti che richiederanno consistenti nuove assunzioni e il ricorso alla colleborazione con gli assistenti sociali in un’ottica di integrazione socio-sanitaria.

Laddove per applicare le misure di isolamento domiciliare e di quarantena, o per ospitare pazienti dimessi dagli ospedali, sia necessario disporre temporaneamente di immobili alternativi al domicilio privato, Regioni e Province autonome potranno stipulare contratti d’affitto con strutture alberghiere o di tipologia analoga.

Per la  rete ospedaliera italiana, il piano di riorganizzazione e potenziamento viene sostenuto da un investimento complessivo pari a 1 miliardo e 467 milioni di euro. Priorità: garantire un’assistenza pronta e adeguata ai pazienti più gravi che necessitano cure intensive. Filo conduttore delle misure previste: la creazione, il mantenimento o l’implementazione di percorsi rigorosamente distinti per pazienti Covid o non Covid.

Verrà incrementata e resa stabile la realizzazione di Covid-Hospital, strutture ad alto valore aggiunto in termini di innovazione, tecnologia e competenze, dedicate esclusivamente ai pazienti Covid-19 che saranno curati da personale adeguatamente formato, all’interno di spazi strutturalmente distinti.Incrementate anche le terapie intensive e semintensive, con in più l’aggiunta di 300 posti letto di terapia intensiva suddivisi in 4 strutture movimentabili, pronte per essere allestite in breve tempo nelle zone ad accresciuto fabbisogno. Questo porta la disponibilità di terapie intensive a 11.091 posti letto di terapia intensiva, più del doppio rispetto alla disponibilità in pre-emergenza.

Infine tutti i pronto soccorso e Dea verranno ristrutturati e riorganizzati, prevedendo la separazione delle strutture, l’acquisto di attrezzature, la creazione di percorsi distinti per i malati Covid-19 e di aree di permanenza per i pazienti in attesa di diagnosi.

Verranno, inoltre, acquistati mezzi di soccorso h24 ad alto biocontenimento, da utilizzare per trasferimenti di pazienti Covid-19, per dimissioni protette o per trasporti interospedalieri. Prevista anche la dotazione di personale dedicato con medico, infermiere e autista/barelliere.

Il terzo capitolo dell’operazione ‘Rilancio Salute riguarda il personale con un investimento complessivo pari a 526 milioni di euro .

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