Genova, città divisa in due. Responsabilità della politica e la necessità, per il futuro, di ascoltare i cittadini – INT. prof. Somma

Da 25 anni a Ferrara, con la sua Genova sempre nel cuore, dove torna a trovare i genitori, Alessandro Somma, giurista, professore ordinario di Diritto comparato Unife, parla della sua città spezzata in due dal crollo del ponte Morandi e propone una ipotesi di ripresa della mobilità, dei trasporti bloccati, della stessa ricostruzione e del futuro degli abitanti delle case messe a rischio dal crollo, proprio a partire dalle esigenze e dai problemi dei genovesi, i cittadini e gli imprenditori economici, quelli che vivono e vivranno sulla loro pelle le decisioni che saranno prese sul futuro del ponte e della città.

 

 

Una città divisa in due, dove il crollo del ponte Morandi ha seminato dolore e sconcerto con la tragedia delle sue 43 vittime – ma, dice Alessandro Somma, genovese trapiantato a Ferrara, giurista e docente di Diritto comparato Unife, intervistato oggi da Telestense, le vittime avrebbero potuto essere molte di più, perché il ponte è trafficatissimo, e la mobilità a singhiozzo è interrotta spesso da lunghe code e soste infinite. La ricerca del colpevole, così cara ai nostri governanti, spetta alla magistratura, che lo farà nei modi e tempi propri, aggiunge, oggi il problema è dei genovesi, senza casa, con enormi difficoltà a muoversi nella città, privata di una struttura strategica e per molti di loro della stessa abitazione.

Il problema oggi non è nella scelta fra pubblico e privato nella gestione e nella ricostruzione, ma la necessità di dare voce ai cittadini, per un controllo democratico e quindi dal basso delle scelte politiche e quindi della politica sull’economia.

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