Giorgia Meloni: debutto della neo-Premier alla Camera per il voto di fiducia

Meloni alla Camera: "Mai avuto simpatia per il fascismo". SEGUI LA DIRETTA TV - DIRE.it( Dire.it)

Questa mattina alla Camera con un discorso di poco più di un’ora, la neo -Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presentato, per ottenere la fiducia del Parlamento, le linee programmatiche del suo governo. Nel pomeriggio il voto dei deputati, domani quello dei senatori, che in serata riceveranno il testo scritto del discorso.

Molti gli applausi che hanno segnato il discorso programmatico con cui la neo presidente del Consiglio si è presentata questa mattina alla Camera dei Deputati per il voto di fiducia. Applausi della sua parte politica che hanno sottolineato lungamente sia i passaggi salienti del programma di governo, “che, ha detto Giorgia Meloni, rispetterà gli impegni presi in campagna elettorale,” aggiungendo che certamente non piaceranno a tutti, ma questa è una delle regole che sigla in democrazia il patto fra eletti ed elettori .

Numerosi i  riferimenti orgogliosi alla sua storia personale “ Sono partita sfavorita, ha detto per le mie condizioni famigliari “, alla sua personale volontà di battersi per un Paese migliore, “il coraggio, ha aggiunto, non mi manca”, stravolgendo i pronostici negativi o critici che né l’opposizione interna, né la politica internazionale hanno fatto mancare al suo esordio di donna premier della Destra.

Tanti i  temi toccati, a partire dalle sfide importanti e difficili che attendono il Paese, “in un contesto molto complicato, forse il più difficile dal secondo dopoguerra ad oggi. Le tensioni geopolitiche e la crisi energetica frenano la speranza di una ripresa economica post-pandemia. Le previsioni macroeconomiche per il 2023 indicano un marcato rallentamento dell’economia italiana, europea e mondiale, in un clima per di più di assoluta incertezza.” 

Tanti anche i ringraziamenti, prima di tutto alle donne che hanno contribuito a fare la storia gloriosa del Paese, vincendo ostacoli e pregiudizi e permettendo oggi a lei di sfondare quel pesante soffitto di cristallo, che in Italia continua a rendere difficile alle donne mostrare i propri meriti e affermare i diritti.

Fra queste Rita Levi Montalcini, Grazie Deledda, Tina Anselmi, Nilde Iotti, Samanta Cristoforetti, Ilaria Alpi, fotoreporter uccisa a Mogadiscio, e Maria Grazia Cutuli, assassinata in Afghanistan, Marta Cartabia, ex ministra della Giustizia del governo Draghi e prima donna presidente della Corte Costituzionale,  Elisabetta Casellati, prima donna eletta presidente del Senato e ora ministra delle Riforme con il governo Meloni. Infine, la presidente del Consiglio ha citato Chiara Corbella Petrillo,  la mamma che per dare alla luce il proprio bimbo ha rifiutato le cure per il tumore. (una donna proclamata serva di Dio dalla chiesa cattolica alcuni anni fa, dopo la perdita di due figli appena dopo la nascita, rifiuta di sottoporsi alle cure per non danneggiare il feto: il bambino è nato in completa salute, ma lei è morta un anno dopo.)

Nell’ordine delle priorità, la crisi energetica ed economica, la necessità di intervenire in aiuto delle famiglie e delle imprese, il  posizionamento dell’Italia nel contesto internazionale, con la conferma dell’atlantismo e dell’europeismo “senza subalternità o complessi di inferiorità, …con la consapevolezza di un destino comune europeo e occidentale”. Quanto  ai valori dell’azione di governo la Presidente ha sottolineato la legalità, la giustizia, la lotta serrata alla mafia e alla grande evasione fiscale, la verità storica, l’informazione corretta, la difesa delle categorie più deboli.

Non sono mancati i passaggi su istruzione, famiglia, e sicurezza, né l’impegno a riformare la Costituzione in senso presidenzialistico. Sul fisco chiara presa di posizione sull’evasione fiscale, e una riforma del fisco all’insegna dell’equità. “La strada per ridurre il debito non è la cieca austerità imposta negli anni passati e non sono neppure gli avventurismi finanziari più o meno creativi, ma la crescita economica, duratura e strutturale.” Sul  PNRR , definito come una opportunità straordinaria di ammodernare l’Italia, vincendo limiti strutturali e burocratici che da sempre ne rendono difficoltoso lo sviluppo , occorre compiere una vera svolta culturale. Da archiviare la logica dei bonus in favore di investimenti di medio termine destinati al benessere dell’intera comunità nazionale. Per chi oggi ha forza e la volontà di fare impresa in Italia il motto del Governo sarà: “non disturbare chi vuole fare”.

Per questo servono  meno regole, più chiare per tutti e di un nuovo rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione, ma anche sul piano dell’istruzione indispensabile colmare il divario tra formazione e competenze richieste dal mercato del lavoro.

L’istruzione, ha aggiunto, la neopremier,  “è il più formidabile strumento per aumentare la ricchezza di una Nazione, sotto tutti i punti di vista, perché il capitale materiale non è niente se non c’è anche il capitale umano.Per questo la scuola e l’università torneranno centrali nell’azione di Governo, perché rappresentano una risorsa strategica fondamentale per l’Italia, per il suo futuro e per i suoi giovani.”

Bussola ideale della sua personale azione di governo: “ sapere, alla fine di questa avventura,  che abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare per dare agli italiani una Nazione migliore. A volte riusciremo, a volte falliremo, ma non getteremo la spugna , non tradiremo.”

continua

 Dalia Bighinati

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