Giornata memoria 2017: ricordo degli internati militari italiani

Giovanni Ghirardini, argentano originario di Alfonsine, ha 92 anni: nel giugno del 1944 fu catturato a Rimini dalle Brigate Nere e deportato a Norimberga.

Lavorava in una fabbrica dove si costruivano principalmente parti in alluminio per aerei.

Oggi gli è stata conferito il riconoscimento riservato agli internati militari italiani, che dopo l’8 settembre del 1943 finirono nei campi di concentramento in Germania.

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Dopo l’armistizio dell’8 settembre del ’43 l’esercito italiano, lasciato senza ordini, si trovò allo sbando.

Giovanni Ghirardini

Gli 810.000 militari italiani catturati dai tedeschi sui vari fronti di guerra vennero considerati disertori oppure  franchi tiratori e quindi giustiziabili; eppure, oltre 600.000 di loro, nonostante le sofferenze e il trattamento disumano subito nei lager, rimasero fedeli al giuramento alla Patria, scelsero di resistere e dissero “NO” alla Repubblica Sociale Italiana.

Giovanni Ghirardini è uno dei superstiti a cui è stato reso omaggio, nel corso della cerimonia in occasione della Giornata della memoria tenutasi alla Sala Estense. In platea superstiti e parenti di chi ha vissuto i tragici anni della guerra e della deportazione, e tanti studenti delle scuole superiori ferraresi.

Il Prefetto di Ferrara ha puntato l’attenzione sui valori che la Giornata della memoria deve insegnarci e aiutarci a tener vivi. Il sindaco Tagliani ha ricordato che le istituzioni internazionali nate negli anni ’50 e ’60 – dall’ONU all’Europa – furono concepite e realizzate da chi aveva vissuto l’esperienza della guerra e dei rischi che comportava.

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