Giornata mondiale Diritti umani: Italia tra ultime in Europa

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Il 10 dicembre, si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale dei Diritti Umani, una ricorrenza istituita per ricordare l’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, approvata il 10 dicembre 1948.

In questo ambito purtroppo l’Italia ha un triste record, nel 2012 è stata pluricondannata dall’Europa per violazione dei diritti umani e ha dovuto versare la cifra più alta mai pagata da uno dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa.

”Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. Lo si legge nel primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani approvata il 10 dicembre del 1948 e che ogni anno proprio il 10 dicembre, viene ricordata nella giornata Mondiale dei Diritti umani istituita nel 1950 dall’Onu.

La Dichiarazione dei Diritti Umani fa inoltre da “musa ispiratrice” ad un altro trattato di portata internazionale ovvero la Convenzione Europea dei 01 diritti umani-1diritti umani e delle libertà fondamentali. Tale Convenzione ha inoltre reso possibile la creazione, nel 1959, della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha sede a Strasburgo e ha come obiettivo principale il rispetto dei diritti sanciti dalla stessa Cedu. E proprio presso questa Corte l’Italia detiene un triste record, quello di essere pluricondannata dall’Europa per violazione dei diritti umani ed a versare indennizzi per 120 milioni di euro, la cifra più alta mai pagata da uno dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa.

Il nostro Paese, stando ai dati del Ministero della Giustizia, è stato condannato  per avere violato la Convenzione in 31 delle 45 sentenze in cause derivanti da azioni legali intraprese contro l’Italia presso la Corte di Strasburgo nel 2012. Il grosso delle violazioni riguarda l`eccessiva durata dei processi, i restanti la non equità della procedura con la violazione del diritto di accesso ad un tribunale, la violazione della privacy della vita familiare, il rispetto del diritto di proprietà, il divieto di trattamenti inumani e degradanti e la violazione della libertà di circolazione dei migranti. I ricorsi pendenti davanti alla Corte contro l`Italia e le numerose condanne, dunque posizionano il nostro Stato nella classifica negativa tra i 47 Paesi del Consiglio d`Europa che commettono più violazioni dei diritti umani. Infatti l`Italia è al settimo posto, peggio di noi fanno solo Turchia, Russia, Romania, Ucraina, Polonia e Bulgaria.

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