Foibe, Giorno del Ricordo. A Ferrara dal 6 febbraio – VIDEO

04 giornata ricordo foibe

Chi lascia la propria terra da esule sa che non potrà ritornare in patria, abbandona tutto quello che ha per una speranza di vita.

Questa è ciò che succede ai profughi, come quelli che tra il 1946 e il 1949 arrivarono a Ferrara per fuggire dalle terrificanti foibe, ad opera dei partigiani di Tito. Storie che verranno ricordate nell’ambito della Giornata del Ricordo. Far conoscere i drammatici eventi accaduti sul confine orientale dell’Italia appena conclusa la seconda guerra mondiale.

E’ questo l’obbiettivo del Giorno del ricordo, solennità celebrata il 10 febbraio di ogni anno (il primo si celebrò nel 2005) per conservare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre, per l’occupazione di tutta la Venezia Giulia, dei partigiani di Tito. Dopo l’8 settembre 1943, con il disfacimento dell’esercito italiano, i partigiani di Tito occuparono tutta la Venezia Giulia (ad eccezione delle città di Trieste, Pola e Fiume). Ci furono centinaia di vittime tra gli italiani i cui corpi, ma anche persone vive, vennero gettati nelle foibe.

Dal maggio 1945, con la fine della seconda guerra mondiale e l’occupazione di tutta la Venezia Giulia, da parte delle milizie titine, si scatenò un’ondata di violenza contro la popolazione italiana e migliaia furono le vittime, gettate nelle foibe, fucilate, annegate, morte nei campi di concentramento jugoslavi. La brutalità si rivolse non solo nei confronti dei fascisti ma anche di coloro che vennero considerati “nemici del popolo”, fra cui esponenti dei Comitati di Liberazione Nazionale ed esponenti dei partiti antifascisti che non condividevano l’annessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia.

Per mantenere vivo il ricordo di quella tragedia e per tentare di spiegarla dal punto di vista storico scientifico alla nuove generazioni a Ferrara si terranno diversi eventi, il principale, mercoledì 10 febbraio con l’intitolazione AI MARTIRI DELLE FOIBE della rotonda di Corso Isonzo-Via Piangipane-Corso Piave. Poi nel pomeriggio, in Prefettura, l’incontro con gli esuli e i loro familiari. In programma, l’11 febbraio in Sala Estense, un convegno per raccontare agli studenti ferraresi anche il ruolo dell’Arma dei Carabinieri al confine orientale fra il ’43-’45. Una ricerca che Museo del Risorgimento e Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazi e la stessa Arma tentano di ricostruire con documenti storici

Altro incontro con gli studenti fondamentale sarà quello del 26 febbraio, all’Istituto Orio Vergani: l’edificio di Via Romei (dove il Comune di Ferrara alcuni anni fa ha posto una targa a ricordo) è stato uno dei 109 campi profughi sparsi in Italia, dove trovarono asilo centinaia di esuli dal ’46 al ’49, prima di trasferirsi nelle baracche di legno a Pontelagoscuro. Un incontro per raccontare le storie e le condizioni vita degli esuli, che purtroppo ancora oggi la nostra società a volte continua ad ignorare. In calendario, sabato 6 febbraio a Palazzo Bonacossi il concerto del Conservatorio Frescobaldi, domenica mattina la S. Messa con l’Omelia di Mons. Luigi Negri con la preghiera per l’Infoibato e il 2 marzo una serata di approfondimento con l’analista geopolitico Lorenzo Salimbeni

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