Giovani immigrati: se ne parla a palazzo Bonacossi

Domani giovedì 4 ottobre alle 14.30 a Palazzo Bonacossi, nel quadro degli eventi locali del Festival di Internazionale, si terrà il seminario di approfondimento “Una posterità opportuna. Cittadinanza, diritti e condizioni di vita dei giovani di origine immigrata” promosso dall’Assessorato alle Politiche giovanili e dalla Istituzione servizi educativi, scolastici e per le famiglie (Ufficio alunni stranieri). Questo appuntamento è dedicato ad una dimensione di grande rilevanza per il futuro di questa società: le generazioni di ragazzi nati da famiglie di origine straniera. In modo particolare con questo ennesimo momento di riflessione – attraverso cui l’Amministrazione comunale conferma la sua attenzione per le cosiddette “seconde generazioni”- si intende sottolineare come i meccanismi di inclusione sociale e di cittadinanza sociale siano fortemente connessi anche alla possibilità di acquisire più rapidamente e con pienezza la cittadinanza italiana, soprattutto per i nati qui. E’ in virtù dello ius sanguinis, ad oggi vigente in Italia, che si definiscono per questi ragazzi le condizioni della cittadinanza: nel 2010 si registravano circa 993.000 minori “stranieri”, di cui 650.000 nati in Italia. Parlane è necessario per evitare che tale parte del nostro futuro non rimanga marginale, trascurata, o presa in considerazione soltanto come problema e minaccia.

L’acquisizione della cittadinanza giuridica (seppur nella proposta di uno “ius soli temperato” avanzato nella proposta di modifica alla legge sulla cittadinanza in discussione in Parlamento) permetterebbe di acquisire diritti fondamentali e processi di riconoscimento ulteriore, anche se certamente di per sé tale aspetto non potrà far superare quelle resistenze della società a riconoscere nei figli della migrazione una “posterità opportuna”. Senza altri fondamentali processi di reale apertura, inclusione, riconoscimento di queste persone come pieni cittadini italiani alla pari degli altri, senza il superamento di pregiudizi verso di essi e le loro famiglie, senza la rimozione di tutti quegli ostacoli che ad oggi anche nei processi di inclusione scolastica segnano il “ritardo” e una marginalità di fatto (nonostante politiche spesso attente alla loro integrazione scolastica come nella città di Ferrara), gli auspicati processi di inclusione, appartenenza e partecipazione non pot ranno darsi.
Tali generazioni vanno osservate e comprese e anche per le loro strategie di gestione dei processi identitari, in una collocazione che si pone su un doppio terreno: quello dei padri e quello di questa società; territori spesso entrambi ostili e complessi, che generano conflittualità e fatiche identitarie, o spesso vissuti come terreni di “doppia presenza” e di agency che permettono ai ragazzi di giocarsi nel mondo con la ricchezza della pluralità dei riferimenti culturali.

Questi gli interventi: Orsetta Giolo (ricercatrice in Filosofia del diritto, Dipartimento di Scienze Giuridiche, Università di Ferrara): A che serve la cittadinanza? L’ideologia di un concetto e le attese – di molti – per il futuro; Maurizio Ambrosini (docente di Sociologia dei processi migratori e Sociologia urbana, l’Università di Milano): Gli italiani col trattino. Integrazione, socialità, cittadinanza dei giovani di origine immigrata; Lorenzo Luatti (ricercatore dei processi migratori e delle relazioni interculturali, Centro documentazione Città di Arezzo e Oxfam Italia.): Se non si parte alla pari… Le scelte scolastiche dei ragazzi e delle ragazze di origine immigrata.
Le conclusioni saranno a cura di Daniele Lugli, Difensore civico della Regione Emilia Romagna.

(Testo a cura degli organizzatori)

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