Giulia Cavicchi: una straordinaria storia di vita e sport

Per una promettente carriera da atleta messa in discussione dalla mononucleosi

Non lasciarti scoraggiare da una sconfitta: tu sai chi sei, non devi dimostrare nulla a nessuno. Fallo per te stesso”. Giulia Cavicchi – classe 2002, nata a Cento e residente a Renazzo – inizia così a raccontare la sua straordinaria storia sportiva e di vita. “Ho sempre adorato fare atletica leggera”, le sue parole, “è sempre stato il mio sport….fin da quando avevo otto anni. Ho vinto tantissime medaglie. Nel 2015 – l’ultimo anno in cui ho praticato questa meravigliosa disciplina – ho partecipato ai Campionati Italiani nella specialità salto in alto, conquistando il secondo posto”. Una promettente carriera sportiva alle porte che però si è dovuta bruscamente interrompere. “Purtroppo ho dovuto smettere a causa di una malattia: la mononucleosi, la “malattia del bacio”. Non avevo baciato assolutamente nessuno, ma ad un Campo estivo l’avevo contratta. È una malattia un po’ sottovalutata. Spesso non fa nulla, te la cavi con un paio di settimane di febbre e poi tutto torna normale. Per me – purtroppo – non fu così: la mia milza, a causa di tutto ciò, si ingrandì del doppio; fui costretta a smettere: se avessi corso si sarebbe potuta rompere con il rischio di gravissime conseguenze. Aspettai un anno intero prima che la mia milza tornasse normale. Tornai a praticare atletica leggera l’anno successivo, ma il mio talento sembrava essere perso….e così persi anche la speranza. Una bruttissima sensazione: se prima in batteria ero la prima ad arrivare, mi ritrovai ad essere l’ultima…..senza fiato. Demoralizzata, smisi completamente per dedicarmi ad altri sport non aerobici: prima danza aerea, che ho sempre ammirato, poi pole dance….sport affascinante”. La forza di Giulia Cavicchi è davvero notevole. “Quest’anno, dopo un lungo periodo di Covid, sono finalmente tornata alle origini. La mia ripresa è evidente, miglioro sempre di più e proverò in tutti i modi ad essere l’Atleta che sono stata. Atletica leggera è lo sport più faticoso che abbia mai praticato, ma anche il più benefico; l’emozione che provo dopo aver fatto una prova di velocità e scoprire che sono migliorata è indescrivibile, adrenalinico. Il valore del tempo cambia: un secondo – normalmente – può essere insignificante, ma in questo caso può essere due metri di vantaggio”. Giulia, da due anni, è modella. “Sono riuscita a realizzare il mio sogno, sono ambiziosa e punto sempre più in alto. Lo sport che pratico è importante perchè mi permette di rimanere in forma e in salute; brucio tantissime calorie e la mia massa muscolare migliora giorno dopo giorno: è fondamentale per il mio lavoro, ma lo è ancora di più per me stessa”. Non mancano i progetti futuri. “Voglio tornare in gara più forte che mai. Punto nuovamente ai Campionati Italiani, con la consapevolezza che la strada è ancora dura. Non mi sono ancora ripresa, ma ho fatto passi da gigante da quando ho ricominciato”. Enrico Ferranti.

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