Goro, braccio di ferro sulle Vongole

Tutto parte dallo scorso agosto quando nella sacca di Goro, in alcune zone, per questioni legate anche all’innalzamento della temperatura dell’acqua e allo spostamento dei residui sabbiosi, si registra un morìa di vongole.

La Regione Emilia-Romagna per dare una mano ai pescatori a tamponare l’emergenza, in attesa dei lavori fa una proposta: la possibilità di pescare nella zona nursery per raccogliere più seme e riportare in produttività le proprie concessioni e concedere per un anno l’area del Pianasso in maniera che  le cooperative in difficoltà possano trasferire le loro vongole non ancora pronte per la commercializzazione nei periodi di maggiore rischio di perdita del prodotto.

Un accordo accettato dalla maggioranza tranne che dai pescatori di 9 cooperative, ribattezzati già come ‘dissidenti’ che invece al posto del Pianasso (una zona –dicono- che non darebbe garanzie di nessun futuro) chiedono un’altra area della Sacca: il Bassunsin, il cuore della nursery biologica, la zona di ripopolamento delle vongole, che appartiene a tutte le cooperative.

Nel Pianasso ci sarebbe “il problema dello scirocco che farebbe rantolare sottolineano le 9 cooperative-. levongole sulle concessioni vicine, inoltre servono soldi per comprare i semi, soldi che le banche non anticipano”. La Regione ha detto di no alla proposta e la questione arriverà al Tavolo Blu, spostato al prossimo giovedì. La vicenda, che il consigliere provinciale dell’Udc Davide Verri, affronterà con presidente Zappaterra, colpisce 250 famiglie, una parte importante della marineria di Goro che rischia di provocare qualche problema dal punto di vista sociale.

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