Goro risponde all’appello per Willy Branchi. Oltre 2500 persone alla fiaccolata indetta dal fratello Luca – VIDEO-RACCONTO

fiaccolata primo pianoI cittadini di Goro hanno risposto numerosi all’appello di Luca Branchi, il fratello di  Willyil giovane 18enne, il cui cadavere fu  trovato  lungo l’argine del Po, nella notte fra il 29 e il 30 settembre di 26 anni fa, orrendamente straziato da una furia omicida rimasta a tutt’oggi senza nome.

Il caso archiviato subito dopo la prima inchiesta è stato riaperto “in seguito a un esposto depositato dall’avvocato della famiglia della vittima che ha raccolto l’inchiesta portata avanti dal giornalista Nicola Bianchi della redazione locale del “Carlino”.  Oggi il muro di omertà che ha coperto fino ad oggi le responsabilità del brutale assassinio potrebbe sgretolarsi, almeno questo è ciò che indurrebbe a pensare la sequenza dei fatti, che partono dalla lettera scritta al Carlino Ferrara dal fratello della vittima. Una lettera che ha avuto un effetto dirompente e scatenato una serie di lettere e  dichiarazioni sulla vicenda a partire da quelle dell’ex  parroco del paese, che afferma di conoscere il nome del colpevole del delitto  e di chi lo avrebbe aiutato.

Domenica 16 novembre, dopo quasi trent’anni la gente del paese si è data appuntamento per manifestare affinché il muro di omertà che si è costruito attorno al caso di Willy venga abbattuto. Il corteo degli amici del fratello è partito verso le 17,30 dallo Yung Club, un centro di aggregazione sociale di Goro, che si trova di fronte al parco cui è stato dato il nome del ragazzo. Luca Branchi ha  percorso l’itinerario della fiaccolata, abbracciato al figlio di 8 anni, che si chiama Willy, in memoeria dello zio mai conosciuto.

Le foto di Willy ammazzato

Il corteo silenzioso ha fatto tappa nel luogo dove  fu trovato il corpo di Willy. All’arrivo nella piazza centrale del Paese,  piazza Bruno Bordoni, Luca ha ringraziato con  voce rotta dall’emozione, tutta la  comunità, che, come ha detto in un breve discorso il sindaco, Diego Viviani,  ha saputo trovare il coraggio di manifestare contro l’omertà, che ha impedito di fatto di scoprire in questi anni la verità sui colpevoli del delitto.

Infine il breve intervento dell’avvocato Simone Bianchi, legale di Luca Branchi fin dal  giorno  dell’appello di Luca al quotidiano Il Resto del Carlino. Nelle foto choccanti , scattate al momento del ritrovamento del corpo di Willy,  mostrate ieri al pubblico durante la fiaccolata dall’investigatore privato che ha indagato sul caso, Davide Tuzzi, tutti hanno potuto rendersi conto della brutalità degli assassini,  che hanno infierito sul corpo di Willy, come per punirlo di qualcosa che non doveva fare. Foto impietose  che la famiglia di Willy e  il  legale di Luca Branchi hanno voluto mostrare nella speranza che l’orrore possa, almeno  oggi, a 26 anni di distanza dal delitto,   smuovere le coscienze di chi sa e indurlo a parlare,  per fare giustizia e rimuovere dallacoscienza di Goro l’ombra pesante dell’omertà. “Chi sa deve parlare” diceva la gente mentre venivano mostrate quelle foto. Venerdì sera intanto il parroco Don Garbellini, alle ore 21, reciterà una messa proprio in ricordo di Willy.

VIDEO RACCONTO DELLA FIACCOLATA DI DOMENICA POMERIGGIO

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