Sacca Scardovari, la battaglia dei pescatori continua – VIDEO

Nel Delta del Po Veneto i pescatori di Scardovari sono sul piede di guerra: “A Goro stanno dragando mentre noi siamo bloccati da mesi per colpa delle istituzioni” dicono.

Un settore, l’acquacoltura, che in quest’area conta l’impiego di almeno 1.500 persone

La situazione potrebbe sbloccarsi già mercoledì ma per il momento si registrano ancora dei gran malumori. Tanto da continuare a pensare ad una protesta nei confronti del governatore veneto, Luca Zaia, e che avrebbe già raccolto l’adesione di tante persone quante ne potranno contenere 50 pullman.

 

 

Oggetto del contendere sono i lavori di escavo, mai cominciati, nella sacca di Scardovari e nella laguna del Canarin. Un’area che vive di pesca, dove la coltura di vongole e cozze rappresentano la principale attività economica per migliaia di persone e intere famiglie. “I lavori di escavo sono necessari per evitare casi di moria di vongole causate delle piena del Po” dicono i pescatori. “La draga è ferma da mesi, non ha nemmeno iniziato a scavare. A differenza di quello che invece succede a Goro, nel ferrarese dove addirittura sono riusciti ad ottenere l’autorizzazione del taglio dello scanno” spiegano i pescatori del Consorzio di Scardovari che puntano il dito contro le istituzioni

goro vongoleIl problema è l’area di deposito della sabbia che sarà escavata: quell’area rientra nel progetto di vivificazione delle lagune, sottoscritto dall’Ente Parco Veneto e il Genio Civile, sul quale sono stati investiti quasi 2 milioni di euro. Al momento “un altro punto è stato individuato ma è necessario attendere le valutazioni ambientali prima di procedere” ha spiegato l’assessore Cristiano Corazzari, che rispedisce al mittente, cioè ai pescatori, l’accusa di bloccare l’attività economica di Scardovari.

Mercoledì mattina in comune a Porto Tolle ci sarà un incontro tra istituzioni e pescatori per cercare di risolvere la situazione. “Quello che non capiamo, spiegano a Scardovari, è perché in nostri vicini dell’Emilia-Romagna possono fare tutto mentre a noi non è concesso nulla. Soprattutto quando si continua a parlare di un Parco Unico del Delta del Po” concludono i pescatori

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