Governo Draghi: segnali di un nuovo stile nella comunicazione

Sarà il consulente della comunicazione del presidente del Consiglio, Mario Draghi, che lo ha scelto come suo advisor con attenzione particolare ai rapporti con i media stranieri. Laureato e specializzato in Economia all’Università di Oxford, dove ha conseguito il PhD e insegnato,  Ferdinando Giugliano, che ha 35 anni, ha lavorato come giornalista per Bloomberg Opinion, Repubblica e, dal 2011 al 2015, per il Financial Times, dove si è occupato anche degli editoriali non firmati.

 

Mario Draghi ha riportato il silenzio nella politica italiana. Perche’ i tempi degli interventi contano quanto le parole. Un esempio? “Whatever it takes”. Commentava così su twitter, l’11 febbraio scorso, il nuovo corso della comunicazione pubblica inaugurato dal governo Draghi,  Ferdinando Giugliano,  neo consulente della comunicazione del presidente del Consiglio,  che lo ha scelto come suo advisor con attenzione particolare ai rapporti con i media stranieri.

Sicuramente il  nuovo presidente del Consiglio ha un rapporto con la comunicazione agli antipodi di quello che abbiamo vissuto in questi anni, basato sui social, sulle trovate degli spin doctor, su video emotivi,  sui talk show invasivi, da cui  ogni giorno i politici di ogni colore e di ogni Istituzione  ci hanno parlato, con uno stile più da comizio elettorale permanente, che da  luogo del confronto sui contenuti di interesse pubblico-politico.

Il presidente Draghi parla nelle occasioni istituzionali, testimoniando  non solo una sobrietà comunicativa, ma la capacità di andare dritto al centro dei concetti . Le parole tornano ad essere importanti, più delle emozioni. Certamente accanto a Draghi conta anche la presenza dei ministri cosiddetti tecnici, tutti o quasi lontani ai social.

Niente più slogan? Allora? Niente più risse? Niente più ridicolizzazione  dei tick personali? Noi ce lo auguriamo. Sarebbe un ritorno ad una politica che riconosce il proprio valore al di là delle simpatie e del consenso da stadio.

Ce lo auguriamo anche sul fronte della comunicazione su covid 19, varianti, vaccini e argomenti affini. Non per avere una sola voce nel silenzio generale, ma per avere voci autorevoli che si confrontano e ci spiegano che cosa sta succedendo veramente nel Paese.

Il primo segnale Draghi lo ha dato chiamando direttamente dalla Banca d’Italia a Palazzo Chigi una donna, Paola Ansuini ,  laureata in scienze politiche 4 figli,  una carriera molto importante in Bankitalia fra Roma e Bruxelles e ora capo della comunicazione della presidenza del Consiglio.Saprà certamente tradurre in fatti , cioè in comunicati e in dossier , ciò che ha detto Draghi alla prima riunione del Consiglio dei ministri: “si comunica solo quando si ha qualcosa da comunicare.”

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