Grande caldo: fiumi in secca, morie di pesci e impianti d’irrigazione a rischio

08 confagricoltura siccita

Non piove ormai da più di un mese e le conseguenze si fanno sentire. A partire dai fiumi in secca, come il Po.

Con caldo e afa che non danno tregua il livello del grande fiume è talmente basso che in diversi punto del suo corso, da Torino al Delta, stanno affiorando in mezzo all’alveo isolotti, più o meno grandi, ed aree sabbiose che, dall’oggi al domani, si ricoprono di erba. In Piemonte, nell’Alessandrino, ieri passavano 70 metri cubi al secondo contro una portata normale che, per il periodo di luglio, dovrebbe essere di 240 metri cubi.

Il gran caldo che riscalda e riduce i livelli dell’acqua nel fiume potrebbe essere la causa della moria di pesci nel fiume Panaro, a S.Donnino di Modena, scoperta dagli agenti della Polizia provinciale dopo una segnalazione di un residente della zona. La moria ha coinvolto circa una quarantina di pesci, anche diversi siluri di medie dimensioni

Rischio di stop per i mezzi e i trattori agricoli con la conseguenza di non poter più svolgere le normali attività in campagna perché diventa impossibile irrigare e raccogliere i prodotti. L’allarme per la mancanza di gasolio a causa della siccità è stato lanciato da Coldiretti Emilia Romagna, che ha già chiesto all’assessorato regionale all’Agricoltura un’assegnazione supplementare di gasolio agricolo. Il maggiore impiego dei mezzi per l’irrigazione dei campi a causa del caldo al di sopra della media del periodo – spiega Coldiretti regionale – ha ridotto fortemente la disponibilità di gasolio agricolo delle aziende, che rischiano, da un lato, di non poter più irrigare e quindi di non poter ottenere una produzione e una qualità adeguata per prodotti come le angurie, i meloni, il pomodoro, la barbabietola da zucchero e l’uva ma anche per il mais e il foraggio per alimentare bestiame, e, dall’altro, di non poter far funzionare i mezzi per la raccolta e il trasporto della frutta. Le temperature record di luglio (minime superiori di 3,7 gradi alla media del periodo) – afferma Coldiretti Emilia Romagna – stanno mettendo a dura prova tutti gli impianti di irrigazione messi sotto sforzo per riuscire ad evitare che il caldo eccessivo “bruci” il raccolto.

La conseguenza è un forte aumento dei costi di produzione e soprattutto un calo sostanzioso delle riserve di carburante agricolo che bisogna ripristinare al più presto. E’ fondamentale perciò – afferma Coldiretti regionale – che ci sia una assegnazione supplementare di gasolio per permettere i normali lavori di campagna per ottenere i prodotti di qualità che contraddistinguono l’agricoltura regionale.

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