Grandi Rischi: “Obiettivo messa in sicurezza edifici”

“E’ importante che non cali l’allerta e che l’attenzione resti presente”. All’indomani della comunicazione della Commissione che ha fatto molto discutere per il riferimento ad una “significativa probabilità” dell’attivazione del “segmento compreso tra Finale Emilia e Ferrara, con eventi paragonabili ai maggiori registrati nella sequenza” interviene, con una intervista all’Ansa, Luciano Maiani, presidente della Commissione Grandi Rischi.

Una dichiarazione, quella della Commissione, giudicata da molti allarmistica, ma per Maiani “quella frase non è stata interpretata bene”. Ha voluto infatti essere “un’esortazione alla messa in sicurezza degli edifici” “Non abbiamo metodi per prevedere i terremoti”, ha detto. “I sismi in Emilia potrebbero fermarsi qui e decrescere, ma un rischio di ripresa c’é – ha rilevato – e in caso di ripresa non si può escludere che altri terremoti possano avvenire altrove. In queste condizioni penso che sia importante agire per la messa in sicurezza degli edifici più critici”.

Il riferimento al crollo dei capannoni nelle zone colpite dal sisma in Emilia arriva spontaneo: “Vorremo evitare che questo si ripeta”, ha rilevato il presidente della Commissione Grandi Rischi. L’obiettivo della frase contenuta nel comunicato diffuso ieri dalla Commissione era quindi sollecitare una “migliore strategia di azioni mirate a contrastare la vulnerabilità degli edifici”. D’altro canto, ha aggiunto, “mi sembra che si stia andando nella direzione giusta”, ha commentato riferendosi agli stanziamenti decisi dal governo e all’operato della Protezione Civile.

La corretta interpretazione del passaggio della nota della Commissione che fa riferimento alla probabilità di una nuova attività sismica tra Finale Emilia e Ferrara si riferisce, ha precisato Maiani, “al prodotto di due probabilità”. La frase intende cioé dire che “nel caso di un’eventuale ripresa dell’ attività sismica, allora la probabilità che un terremoto possa colpire altrove non può essere esclusa. La prima probabilità – ha spiegato – è che l’attività sismica riprenda e la seconda é che, se l’attività dovesse riprendere, allora un evento importante potrebbe verificarsi nel punto più debole.

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