Green pass falsi per denaro, arrestati due medici e un collaboratore – VIDEO

E’ scoppiato oggi il caso dei due medici più un collaboratore arrestati dalla Guardia di finanza di Ferrara. Secondo le Fiamme gialle, simulavano la somministrazione del vaccino anti-covid e rilasciavano false certificazioni. Quasi 160 le false somministrazioni.


Green pass dopo aver simulato la vaccinazione anti-covid, il tutto dietro compenso, dai 20 ai 50 euro a certificazione. E’ l’operazione “Red pass” della Guardia di finanza di Ferrara, arrestati due medici di medicina generale e un collaboratore. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ferrara, accogliendo la richiesta della procura, ha motivato la misura cautelare per la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, del pericolo di reiterazione dei fatti e di inquinamento delle prove da parte degli indagati. I tre, secondo le fiamme gialle, dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di falsità ideologica, corruzione, peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Finora sarebbero stati accertati 157 casi di false inoculazioni che avrebbero permesso ad altrettanti pazienti di ottenere il green pass. 42 i casi di corruzione finora accertati dagli inquirenti secondo cui gli accusati avrebbero rilasciato anche false certificazioni di esenzione per patologie inesistenti, sempre dietro compenso di denaro.

Indagini partite a dicembre scorso. Secondo la Guardia di finanza, i due medici, nel giro di pochi mesi, già da aprile 2021, avevano registrato un incremento anomalo di pazienti, quasi 900 nuovi assistiti, dei quali 51 provenienti fuori provincia e regione. Gli investigatori avrebbero mostrato che l’ago della siringa non sarebbe stato inserito sotto la pelle dell’assistito: in altri casi sarebbe stata iniettata soluzione idrosalina o addirittura acqua. Siringa che, per le fiamme gialle, veniva utilizzata più volte su diversi pazienti, anche minorenni, “in dispregio delle più elementari norme di igiene” riporta la Guardia di finanza. In altri casi, poi, il vaccino sarebbe stato reso inefficace con operazioni di ricongelamento e di scongelamento.

Fra i pazienti degli studi medici al centro dell’indagine ci sarebbero anche appartenenti alle forze dell’ordine, militari, infermieri, insegnanti, tutte categorie soggette all’obbligo vaccinale, oltre a sacerdoti, pensionati, liberi professionisti, commercianti e studenti.

L’Azienda USL di Ferrara, che ha garantito piena collaborazione agli inquirenti, dice di essersi attivata per individuare, il più rapidamente possibile, soluzioni per i pazienti dei due medici. USL che starebbe valutando con un legale eventuali aspetti disciplinari, civili e danni all’immagine, rispetto ai quali si riserva di costituirsi parte lesa.

“Fuori dal Sistema Sanitario chi contravviene alle regole, offende l’intera categoria dei professionisti della sanità e si comporta in modo irresponsabile”. Queste le parole di Raffaele Donini, assessore regionale alle Politiche per la salute.

“Un affronto alla nostra comunità che ha fatto sacrifici enormi, impegnandosi a fondo per superare la pandemia e per la campagna vaccinale”. Così il sindaco di Ferrara Alan Fabbri che si augura, qualora dovessero essere confermate le accuse, una risposta fermissima ed esemplare.


Comunicato della Guardia di finanza di Ferrara

I tre arrestati, dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di falsità ideologica, corruzione, peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato. Simulavano la somministrazione del vaccino anti COVID-19 e rilasciavano false certificazioni. 42 i casi di corruzione finora accertati.

I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ferrara stanno eseguendo un provvedimento del G.I.P. presso il Tribunale di Ferrara con cui sono state disposte tre misure cautelari personali nei confronti di due medici di medicina generale, e di una collaboratrice di uno dei due professionisti, in quanto ritenuti responsabili di aver simulato la somministrazione del vaccino anti COVID-19 e di aver rilasciato false certificazioni di esenzione per patologie inesistenti, dietro compenso di denaro.

I tre soggetti arrestati, dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di falsità ideologica, corruzione, peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato. Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Ferrara, accogliendo la richiesta della Procura basata sulla ricostruzione dei fatti accertati dalle Fiamme Gialle ferraresi, ha motivato la misura cautelare per la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, del pericolo di reiterazione dei fatti e di inquinamento delle prove da parte degli indagati.

Le articolate attività investigative svolte dai militari del Nucleo di Polizia Economica Finanziaria – coordinate dalla locale Procura della Repubblica – sono state avviate nel mese di dicembre scorso; in particolare era stato notato che i due medici, nel giro di pochi mesi, già a partire dal mese di aprile dell’anno scorso, avevano registrato un incremento anomalo di pazienti, con  848 nuovi assistiti, dei quali 51 provenienti fuori provincia e regione. Ben 548 nuovi pazienti venivano vaccinati nei quattordici giorni successivi dopo il cambio del medico. L’analisi eseguita con la collaborazione dell’ASL di Ferrara, non ha evidenziato particolari circostanze che potessero giustificare un numero così alto di trasmigrazioni di pazienti, solo in pochi casi riconducibili alla cessazione dall’incarico di altri medici di medicina generale.

Sono 42 i casi di corruzione accertati. Le attività investigative, eseguite con l’ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno permesso di ricostruire il modus operandi dei medici indagati che dietro compenso di 20 o 50 euro, attestavano falsamente di avere eseguito la vaccinazione, talvolta simulando solo con l’inserimento dell’ago della siringa nell’epidermide dell’assistito, altre volte iniettando una soluzione idrosalina, o addirittura acqua. In altri casi il vaccino veniva reso deliberatamente inefficace con operazioni di ricongelamento e di scongelamento. Le immagini acquisite dai finanzieri del Nucleo PEF evidenziano, peraltro, come in diversi casi, la stessa siringa inserita nel braccio dell’assistito, venisse riutilizzata più volte, su altri pazienti, anche minorenni, in dispregio delle più elementari norme di igiene. Fra i pazienti degli studi medici al centro dell’indagine ci sono anche appartenenti alle Forze dell’Ordine, militari, infermieri, insegnanti, tutte categorie soggette all’obbligo vaccinale, oltre a sacerdoti, pensionati, liberi professionisti, commercianti e studenti. Finora sono stati accertati 157 casi di false inoculazioni che hanno permesso ad altrettanti pazienti di ottenere il “green pass”.

L’indagine, denominata “RED PASS”, si inserisce nella generale azione della Guardia di Finanza a presidio della legalità economico-finanziaria e al contrasto di quegli illeciti più gravi e insidiosi che, come in questo caso, possono essere anche un grave rischio per la salute pubblica.

SINDACO FERRARA: “GRAZIE A GUARDIA DI FINANZA, CONDOTTA VERGOGNOSA”

“Emergono accuse pesantissime dall’indagine ‘Red Pass’, che evidenzierebbero condotte gravissime e vergognose: un affronto alla nostra comunità che ha fatto sacrifici enormi, impegnandosi a fondo per superare la pandemia e per la campagna vaccinale. Ringrazio la Guardia di finanza di Ferrara per l’operazione e per l’accurato lavoro svolto per far luce sui fatti. Mi auguro che, qualora dovessero essere confermate le accuse, la risposta sia fermissima ed esemplare: nessuno sconto per chi lucra sulla salute pubblica”. Così il sindaco di Ferrara Alan Fabbri sulla vicenda che vede coinvolti due medici e una collaboratrice di uno dei due fermati dalle Fiamme Gialle nel corso dell’operazione ‘Red Pass’.

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