Greta, Angela, Luisa, Anuna, Adélaïde,Ursula…

L’incontro di Greta Thurnberg con Angela Merkel è caduto a due anni di distanza dal primo sciopero per il clima organizzato dalla giovane attivista svedese, una mobilitazione di giovanissimi, che, pur non avendo impresso una svolta in senso ecologico alle politiche dei Paesi più coinvolti nei processi dell’inquinamento atmosferico, ha diffuso tuttavia interesse e  curiosità. Oggi è più difficile alle nostre latitudini trovare chi non si renda conto dei rischi di un modello di sviluppo basato sul consumo senza fine delle risorse naturali e sui profitti senza confronto di pochissimi nababbi.

Che cosa ha di importante questo incontro?

Greta ha chiesto di incontrare la donna più carismatica d’Europa per chiederle una maggiore aggressività nelle politiche ambientali tedesche ed europee. Angela Merkel, presidente del Paese più ricco e industrializzato dell’UE, in questo secondo semestre 2020, come presidente del Consiglio europeo, è impegnata con tutte le istituzioni e i governi UE ad affrontare il momento forse più difficile dell’Europa e del mondo negli ultimi decenni.

Dopo l’incontro molto criticato di marzo (all’inizio dell’allarme pandemia) con Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, a Bruxelles, in occasione della presentazione del Green new Deal europeo, l’incontro a Berlino  con Angela Merkel, tenuto a battesimo dalle giovani leader del movimento Friday for future, Luisa Neubauer (Germania), Anuna de Wever e Adélaïde Charlier (Belgio), il  20 agosto scorso, dopo l’approvazione di luglio a Bruxelles del Recovery fund, la misura più controcorrente della storia dell’Unione, a ben guardare assume un  significato particolare. Senza scordare che proprio la Merkel,  fra i sei punti del programma della sua presidenza semestrale, ha inserito al 4° posto il tema dell’Europa sostenibile, con gli inevitabili riferimenti al Green Deal europeo e al perseguimento dei 17 obiettivi dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite (Agenda globale dell’ONU per lo sviluppo sostenibile).

Che cosa dicono questi obiettivi?

Approvati a New York il 25 settembre 2015 dai 193 Paesi membri dell’ONU, che allora decise di adottare all’unanimità la risoluzione 70/1 “Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”, I 17 obiettivi (vedi nota) indicano una meta da raggiungere idealmente nel 2030, mettendo in moto processi economici, politico-sociali e di difesa ambientale che abbiano a cuore tutte le persone che abitano il pianeta, combattendo la povertà, le discriminazioni, l’ignoranza, l’ingiustizia, favorendo la pace, la dignità e l’uguaglianza.

Fanno riferimento alle cosiddette cinque P: Persone, Prosperità, Pace, Partnership, Pianeta, da proteggere, quest’ultimo, per le generazioni future.

Come invertire la rotta della minaccia ecologica?

Nel corso di un vertice di 90 minuti, accolto da una ventina di ecologisti al grido “Siamo qui e facciamo rumore, perché voi ci rubate il futuro”, Greta Thumberg ha chiesto alla Germania, alla sua presidente e all’Unione europea di prendere l’iniziativa perché l’Europa e i capi di Stato “trattino la crisi climatica ed ecologica come una crisi”, al pari della pandemia, facendo del surriscaldamento del pianeta una questione di sopravvivenza, equiparando il contagio da Sars Cov 2 al contagio, anch’esso  su scala planetaria, di un modello di sviluppo non più sostenibile, che in questi decenni ha fatto milioni di vittime nel mondo.

Per invertire la rotta – questo il messaggio di Greta – gli obiettivi Onu, seppure necessari, non bastano più. Come non bastano, seppure siano anch’essi necessari, i processi lenti messi in moto in sordina dalle reti istituzionali dei singoli Paesi.

Servono, invece,  misure eccezionali e serve, più di tutto,  che qualcuno fra i potenti del mondo si faccia carico di promuoverle, sfidando ipocrisie, rituali, tradizioni consolidate e blocchi di potere.

Greta lo ha chiesto ad Angela Merkel e ad Ursula von Layen. In sostanza lo ha chiesto al coraggio delle donne.

Nota: i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030.

  1. sconfiggere la povertà: porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo;
  2. sconfiggere la fame: porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione, promuovere un’agricoltura sostenibile;
  3. salute e benessere: assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età;
  4. istruzione di qualità: fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento permanente per tutti;
  5. parità di genere: raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment (maggiore forza, autostima e consapevolezza) di tutte le donne e le ragazze;
  6. acqua pulita e igiene: garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico sanitarie;
  7. energia pulita e accessibile: assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni;
  8. lavoro dignitoso e crescita economica: incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti;
  9. imprese, innovazione e infrastrutture: costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile;
  10. ridurre le disuguaglianze: ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le nazioni;
  11. città e comunità sostenibili: rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili;
  12. consumo e produzione responsabili: garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo;
  13. lotta contro il cambiamento climatico: promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico;
  14. vita sott’acqua; conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile;
  15. vita sulla terra: proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica;
  16. pace, giustizia e istituzioni forti: promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile; offrire l’accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficienti, responsabili e inclusivi a tutti i livelli;
  17. partnership per gli obiettivi; rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile.

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