Grillo: “Tavolazzi e PPF cacciati dal M5S“

“Valentino Tavolazzi da oggi è fuori dal Movimento5Stelle con la sua lista “Progetto per Ferrara”. A scriverlo, direttamente sul suo Blog, è Beppe Grillo, attorno al quale il movimento è nato e che aveva sostenuto la lista di Tavolazzi alle elezioni comunali del 2009. “Il consigliere comunale, spiega Grillo nel suo post, non ha purtroppo capito lo spirito del M5S che è quello di svolgere esclusivamente il proprio mandato amministrativo e di rispondere del proprio operato e del programma ai cittadini”. A Grillo non va giù il fatto che Tavolazzi abbia organizzato e sostenuto quelli che definisce “fantomatici incontri nazionali in cui si discute dell’organizzazione del M5S, della presenza del mio nome nel simbolo, del candidato leader del M5S o se il massimo di due mandati vale se uno dei due è interrotto”. Il riferimento all’incontro di Rimini dello scorso weekend al quale Tavolazzi ha preso parte e sul quale, tra blog e face book, ci sarebbe già stato un botta e risposta tra i due. “Sarà sicuramente in buona fede, ma Tavolazzi, affonda poi Grillo, sta facendo più danni al M5S dei partiti o dei giornali messi insieme.” “A mio avviso, prosegue il comico genovese, ha frainteso lo spirito del M5S, ha violato il “Non Statuto” e messo in seria difficoltà l’operato sul campo di migliaia di persone in tutta Italia”. Per questo, dunque Grillo ha deciso di mettere Tavolazzi e la sua lista fuori dal Movimento, aggiungendo un secco “Chi vuole lo segua”. Una decisione, quella di Grillo che, stando alle centinaia di commenti sul suo blog, ha scatenato un dibattito interno al movimento dentro al quale sono in molti a non aver gradito il gesto di Grillo. Molti i messaggi di solidarietà nei confronti di Valentino Tavolazzi che, irraggiungibile al telefono, ha affidato al suo profilo facebook, linkando il post di Grillo, il suo unico commento “Non ho parole”.

“Sulla città andiamo avanti lo stesso”, commenta Tommaso Mantovani, consigliere di circoscrizione di Progetto per Ferrara. “Dispiace che Grillo abbia temuto chissà quali congiure contro di lui” aggiunge sottolineando come dentro il movimento più una spaccatura ci sia un vivo confronto tra chi vorrebbe darsi una struttura più definita per il 2013 parlando di programma nazionale, e chi invece vuole mantenere le cose come stanno.

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