Vittime sisma 20 maggio, i funerali di Cavicchi

Una folla composta e silenziosa ha partecipato oggi pomeriggio ai funerali diNicola Cavicchi, il giovane di 35 anni morto sotto il crollo del capannone della ceramica Sant’Agostino. Tanti colleghi di Nicola, gli amici di famiglia, i parenti, tanti abitanti di S. Martino,  dove la famiglia Cavicchi abita, le istituzioni, regione, provincia, Comune, le forze dell’ordine, il prefetto, il capo della protezione civile, la senatrice Bertuzzi, il segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni  e tanti amici del sindacato.

Il primo saluto è stato dell’arcivescovo, che ha portato il cordoglio del pontefice alla famiglia di Nicola, poi la messa è stata officiata in forma solenne, alla presenza del vicario della diocesi, dal parroco di S. Martino, Don Marino, che per dare l’ultimo saluto pubblico a Nicola Cavicchi, il giovane di 35 anni, operai alla ceramica Sant’Agostino, dove domenica 20 maggio è morto travolto dal crollo di uno dei capannoni dello stabilimento, ha scelto parole di grande partecipazione umana  al dolore dei famigliari e al cordoglio della comunità. “La ragione si ribella e non trova pace, ha detto il sacerdote, alla morte di un giovane, solo la fede nella certezza di un incontro oltre la vita può alleviare il dolore”. In prima fila subito dietro la bara, scortata da due carabinieri in alta uniforme, da un lato i genitori, Bruno e Romana, impietriti e composti come sempre li abbiamo visti in questi giorni, il fratello Cristiano, che non ha perso la capacità di rivolgere il sorriso ai tanti venuti per condividere il loro cordoglio. Dall’altro lato le autorità, il presidente della regione,Vasco Errani,  il segretario generale della Cisl, raffaele bonanni, il capo del dipartimento nazionale della protezione civile, franco gabrielli, la senatrice bertuzzi, il prefetto di Ferrara, Provvidenza Raimondo, il sindaco, Tiziano Tagliani, l’assessore al turismo, Bellotti Davide, in  rappresentanza della provincia il questore Mauriello,  il comandante della guardia di finanza tenente colonnello  Fulvio Bernabei. Tanti anche gli amici e i colleghi, tanti gli uomini e le donne del sindacato,  Nicola era un sindacalista della Cisl ferrarese, tutti venuti a testimoniare  la loro partecipazione alla famiglia. Ad abbracciare  mamma Romana, sempre composta e forte nel suo dolore, c’era anche Gloria Ansaloni, la moglie del collega di Nicola, Leonardo, rimasto sepolto anche lui dal crollo del capannone della Ceramica Sant’Agostino, di cui alla messa era presente il Presidente, Ennio Manuzzi con la moglie.

Ai lati della bara i  fiori e  la corona inviata dal capo dello Stato, che proprio oggi ha confermato ad Errani, secondo un comunicato dell’Ansa, la presenza delle istituzioni accanto a tutte le famiglie colpite dal terremoto.
Sulla bara una  piccola foto, poi distribuita a tutti i presenti,  e il volto sorridente  di Nicola, un giovane, che ha fatto della sua breve vita, come  ha ricordato il parroco, una testimonianza intensa e indimenticabile da lasciare a chi resta.

Nella chiesa affollata della Sacra Famiglia, la cerimonia di oggi ha avuto davvero il sapore di una messa celebrata in famiglia, una famiglia dove non c’è bisogno di parole forti per ricordare chi  ci ha lasciato, perché tutti ne conosciamo il valore, perché  tutti in questi pochi giorni abbiamo imparato ad amare quel carattere mite e generoso, che le parole di Don Marino disegnano. Alla fine del rito funebre sono in tanti ad avvicinarsi a  mamma Romana, a papà Bruno, a Cristiano. Non ci sono formalismi, loro ringraziano, e sorridono, poi seguono la bara che viene portata al cimitero di S. Martino.

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