I giorni dell’angoscia e della speranza nel messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Quest’anno il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha passato in rassegna i  giorni dell’angoscia e della speranza legati all’evoluzione di Covid 19, in un discorso che si è mosso fra i poli estremi del peso della pandemia, contrapposto al desiderio di tornare ad una vita libera di esprimersi, dalla scuola, al lavoro, ai viaggi, alle relazioni sociali.

Ricordando i dieci mesi più duri di questo 2020, il Presidente ha citato le immagini strazianti dei primi mesi dell’anno, le vittime, lo smarrimento degli ammalati,  i nostri anziani colpiti più duramente dal contagio, l’angoscia delle famiglie, ma anche il grande esempio di abnegazione dei professionisti della sanità.

L’estate ha portato una breve illusione , ha detto il Presidente, pagata duramente con la seconda ondata ancora in corso dei contagi. Il presidente ha sottolineato le pesanti ricadute sociali ed economiche del lockdown, dalle persone, alle imprese, e come l’incertezza diffusa abbia causato un calo ulteriore delle nascite.

Il Presidente si è detto fiducioso che il senso di comunità che gli Italiani hanno saputo dimostrare nei mesi caldi della pandemia sarà l’arma vincente anche nei mesi della somministrazione del vaccino,  cui Mattarella ha esortato gli Italiani a rispondere con fiducia nella Scienza: “una campagna vaccinale necessaria per difendere se stessi e gli altri, sostenuta economicamente e politicamente dall’Europa”.

“Il vaccino e le iniziative dell’Unione Europea saranno i vettori della nostra rinascita” ha dichiarato il Presidente, il segno di un risveglio dello spirito piu autentico dell’Unione.

Infine  l’appello alle Istituzioni, alle forze sociali, ai cittadini, perché tutti continuino a fare la propria parte, al senso di solidarieta necessario per sostenere  le fasce più deboli della popolazione, alla responsabilità delle forze politiche perché non antepongano gli interessi di parte all’interesse comune.

In chiusura gli appuntamenti più importanti del prossimo anno: dalla prima presidenza italiana del G 20, al settimo centenario della morte di Dante, ai 75 anni di vita della Repubblica, inevitabile occasione di richiamo ai  valori fondanti della Costituzione, al titolo di capitali europee della cultura 2025, conquistato dalle due città transfrontaliere di Gorizia e Nova Gorica, un titolo particolarmente simbolico per il ritrovato spirito di unità fra due città divise nel passato da conflitti.

Infine, dopo aver ringraziato Papa Francesco per aver saputo infondere speranza negli Italiani anche nei momenti più difficili, e  a tutti gli Italiani, per il senso di responsabilità dimostrato, il Capo dello Stato ha ricordato come il 2021, oltre ad essere l’ultimo anno della sua presidenza, sarà un  anno interamente dedicato alla rinascita del Paese.

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