I musei si aprono alla città, anche a Ferrara

pinacoteca_ppConsiderati da sempre come luoghi per addetti ai lavori, l’Italia vanta un patrimonio culturale che ha nei musei , nelle gallerie, nei palazzi, che contengono documenti e collezioni più o meno preziose, una realtà fra le più invidiate al mondo. Secondo l’Istat fra grandi e piccoli contenitori di capolavori d’arte, monumenti, palazzi e luoghi della cultura, sono poco meno di 5000 i  musei e gli istituti ad essi somiglianti, pubblici e privati, aperti al pubblico nel 2015. Di questi, 4.158 sono musei, gallerie o collezioni, 282 aree e parchi archeologici e 536 monumenti e complessi monumentali.

Un patrimonio diffuso, che solo in Emilia Romagna conta 477 realtà, di cui la maggior parte espone collezioni di etnografia e antropologia , seguiti dai musei di arte antica , di  archeologia e di storia. Questo il patrimonio museale che il nostro Paese vanta e che gran parte del mondo ci invidia. A Ferrara sono 19 le istituzioni museali catalogate sul portale di Museo Italia, un patrimonio assai poco noto ai ferraresi, che potrebbe essere la carta su cui giocare in futuro uno dei possibili poli di sviluppo dell’economia della cultura.

Visitati dai turisti in cerca di curiosità e storia locale, i musei  nel 2015 hanno registrato la cifra record di 110,6 milioni di ingressi, segnando un aumento di visitatori pari al 6,4% rispetto al 2011, così suddivisi: 59,2 milioni i musei, 11,9 milioni le aree archeologiche, 39,3 milioni i monumenti .

Certamente la rivoluzione operata dal Ministro Dario Franceschini, le nuove nomine alla guida dei musei, un nuovo concetto di valorizzazione, la gratuità al di sotto dei 18 anni e al di sopra dei 65, e della prima domenica del mese ha giocato un ruolo importante in questa crescita, ma ciò che più conta, sembra essere la percezione determinata da un nuovo modo di comunicare il museo, che punta, come ci dice Martina Bagnoli, Direttore delle Gallerie Estensi, sulla straordinaria quantità di storie su di noi e sulla nostra vita presente e passata , talvolta futura, che  i musei possono raccontare..

“Bisogna aprire i musei, renderli luoghi della vita sociale, presenti nei momenti importanti della collettività cittadina e regionale”, dice Martina Bagnoli, direttore delle Gallerie estensi , un polo museale dell’Emilia Romagna di recente istituzione, impegnata in questo primo anno di incarico a creare una nuova visione alle diverse realtà, che esse comprendono,dalla Galleria Estense, alla Biblioteca universitaria, al Civico Lapidario di Modena tutte e tre situate nel palazzo dei Musei della città della Ghirlandina, al Palazzo ducale di Sassuolo, fino alla Pinacoteca Nazionale di Ferrara:  un nuovo approccio e una rete che mettano in comunicazione le varie realtà, e sappiano creare un legame forte fra museo e territorio.

Dalia Bighinati

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