I sindacati: sanità a rischio con i tagli

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Esprimono forte preoccupazione, Cgil, Cisl e Uil di Ferrara, relativamente alle manovre per il finanziamento delle aziende del sistema sanitario dell’Emilia Romagna, per il riparto del fondo sanitario nazionale.

In una nota, i sindacati sostengono che la Regione tenderebbe ad imporre a Ferrara, oltre ad un calo del finanziamento, anche un piano di rientro e tutto questo si tradurrebbe in un vero e proprio bagno di lacrime e sangue, nel segno del raggiungimento dell’equilibrio economico. “L’ennesimo attacco – sottoscrivono Cristiano Zagatti della Funzione Pubblica Cgil ed i due segretari generali di Cisl e Uil, rispettivamente Paolo Baiamonte e Massimo Zanirato – che segue, tra l’altro, la chiusura di tre ospedali, di tre Pronto Soccorso e la riduzione di oltre 450 unità di personale”.

“Insomma – continua la nota – si cercano soldi per tappare buchi che rischiano di essere impossibili da chiudere con lo scorrere degli anni, in una rincorsa dove a pagare saranno i cittadini di Ferrara e provincia, se la Regione dovesse confermare le intenzioni annunciate”. Per le organizzazioni sindacali, se non dovessero esserci letture dei fatti differenti da quelle poste fino ad oggi, si fa sempre più urgente la necessità di un confronto formale con le due direzioni generali e la conferenza territoriale socio sanitaria, senza dimenticare l’apertura di un dibattito sul sistema di finanziamento e sui criteri di ripartizione soprattutto per comprendere se sono in grado di fornire risposte ai bisogni della popolazione, in eguale misura, nel perimetro regionale.

Ci sono però altre necessità che vengono indicate, dalla questione progetto di finanza ad un protocollo di relazioni sindacali di area vasta fino alla presentazione di un piano di integrazione, che non illustri solo le modifiche degli organigrammi, ma renda noti i risultati di miglioramento dell’offerta e la tempistica prevista. “Vero è – conclude il documento sindacale – che nessun risultato potrà essere raggiunto se la Regione non si assumerà la responsabilità di determinare un percorso equo, in grado di accompagnare le Aziende verso servizi omogenei per i cittadini, sostenibili rispetto alle differenze territoriali e pertanto degno della tradizione che negli anni passati, ha fatto del servizio sanitario regionale, punto di riferimento non solo nazionale, in termini di qualità, efficienza, solidarietà e coesione sociale”.

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