IBO Italia cerca volontari per il Grande Cappello dei Buskers

volontari IBO - Grande cappello

Il Grande Cappello, l’iniziativa di solidarietà che da sempre accompagna il Ferrara Buskers Festival, per la ventisettesima edizione andrà a sostegno del progetto di IBO Italia “Piccoli Volontari Crescono” per permettere anche ai ragazzi dai 14 ai 18 anni di fare esperienze significative, positive e importanti, in grado di cambiare, in meglio, la loro vita… e quella degli altri. Contribuendo all’organizzazione da parte di IBO Italia di campi di lavoro e solidarietà a loro dedicati in Italia ed Europa.

Come ogni anno, alle “porte d’ingresso” del centro città, il pubblico sarà accolto, con simpatia e gentilezza, dai volontari di IBO Italia. Un gruppo, formato da 16 giovani provenienti da Italia, Grecia, Turchia, Spagna, Repubblica Ceca, Taiwan, Russia, Belgio e Serbia (anche grazie alla collaborazione con il Comitato locale di AIESEC Ferrara), vivrà un’esperienza di campo internazionale residenziale e farà servizio ogni sera.

Questi volontari internazionali saranno affiancati di giorno in giorno da volontari ferraresi doc o d’adozione. E proprio chi, giovane o meno giovane,volontari IBO-Grande Cappello1 fosse interessato a prendere parte, solo per una sera, per più sere o per tutta la durata del Festival, e diventare così volontario IBO del Grande Cappello, può dare la propria disponibilità scrivendo a iboitalia57@gmail.com, telefonando allo 0532.243279 o passando dalle 9 alle 16 dalla sede nazionale di IBO Italia in via Montebello 46/a. Un impegno volontario di alcune ore, all’interno del Ferrara Buskers Festival, ma dal significato molto importante. Quello che le persone vorranno donare liberamente agli ingressi, non solo sosterrà il Festival, ma si moltiplicherà in una solidarietà attiva, giovane ed entusiasta, che aiuta chi è più in difficoltà, ma, allo stesso tempo, fa crescere gli adulti del domani, come ricorda Tommaso un giovane volontario IBO.

“Alcuni dei più bei momenti delle estati dei primi anni ’2000, non sono legate a vacanze al mare o in montagna, ma ai campi di volontariato ai quali ho partecipato con i miei amici. Prima vicino casa, poi in altre regioni ed infine, anche fuori Italia. Lavorare gratuitamente, imparare a sporcarmi le mani, faticare, ma anche conoscere luoghi, persone e storie di vita, sono state esperienze fondamentali per affrontare tutto quello che sarebbe venuto più tardi e dare solidità ad amicizie fraterne”.

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