Ictus, a Cona le patologie più gravi. Ecco come funziona la rete ospedaliera

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In queste ore c’è stata la polemiche innescata dal Comitato per la Salvaguardia del Delta sul trasporto di un turista colpito da ictus ai lidi e trasportato a Cona anziché a Lagosanto. “Il S.Anna è il centro di riferimento di riferimento regionale per l’ictus, risponde Rinaldi, ma si lega a tutti gli altri ospedali delle provincia e della regione grazie al concetto di rete” ha ribadito il direttore generale del S.Anna. 

Quattro principi fondamentali: sicurezza, qualità, efficienza e sostenibilità E’ il piano di riorganizzazione, qualificazione e sostenibilità della sanità ferrarese che si basa non sui tagli ma sui bisogni dei cittadini. E’ la risposta del direttore generale del S.Anna, Gabriele Rinaldi, al Comitato per la Salvaguardia del Delta sul caso del turista milanese di 75 anni che, domenica scorsa si è sentito male su una motonave mentre rientrava a Porto Garibaldi e, dopo essere stato stabilizzato dal 118, è stato prelevato dal Porto Canale ed inviato direttamente a Cona.

“Perché non trasportarlo al Delta dove è presente l’Utic, la Rianimazione-Terapia Intensiva, la Cardiologia ed un eccellente Pronto Soccorso, anche in questo caso si è scelto per l’Ospedale “più idoneo” visto che anche al Delta è possibile effettuare un esame neuroradiologico del cervello (ricordiamo l’eccellenza radiologica del nosocomio di Lagosanto, diretta dal dott. Benea” chiede Nicola Zagatti, portavoce del Comitato.

Arriva pronta la replica da Via Aldo Moro. “Il S.Anna per la terapia dell’ictus cerebrale ischemico in fase acuta è un centro di riferimento non solo provinciale ma anche regionale ed extra regionale perché possiede tutti i requisiti ministeriali di una Stroke Unit di terzo livello, con competenze ultra-specialistiche, specie di neuroradiologia interventistica, non disponibili negli altri ospedali di riferimento”spiega il direttore generale Gabriele Rinaldi. Ma la questione da mettere in evidenza è che oggi si lavora con il concetto di rete ospedaliera, spiegano in via Aldo Moro nella quale ogni struttura ha competenze specifiche con ruoli importanti.

L’esempio è quello del ribaltamento del pullman sulla A13 la notte dello scorso primo maggio. In quel caso la rete, coordinata dalla centrale operativa del 118 ha funzionato a dovere perchè ogni ospedale ha sostenuto il ruolo per il quale era stato predisposto: le persone con ferite lievi erano state inviate negli ospedali del Delta di Lagosanto, Cento, Bentivoglio e Imola. I più gravi sono stati trasportati al Maggiore e al S.Orsola-Malpighi di Bologna e al S.Anna di Ferrara. Oltre settanta passeggeri soccorsi, a seconda della gravità delle ferite riportate, in pratica sono stati ricoverati in 7 ospedali delle province di Ferrara e Bologna e in due ore la questione è stata risolta.

“Una prova superata positivamente anche dalla nuova Centrale 118 che ha coordinato la maxi-emergenza e gli invii dei feriti in accordo con i Pronto Soccorso dell’Azienda Usl di Ferrara e di Bologna, e che ha confermato, spiegano in Via Cassoli, l’elevata professionalità e l’impegno di tutti gli operatori coinvolti nelle operazioni di soccorso.

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