Igor, esposto dei figli di Verri. Chiedono alla procura di far luce sulle comunicazioni delle forze dell’ordine

C’è un fascicolo aperto sulla vicenda Igor e la morte della guardia ambientale volontaria, Valerio Verri. Un’inchiesta che sarebbe stata aperta in procura dopo un esposto presentato dai figli dello stesso Verri, Francesca ed Emanuele.

Una denuncia in cui i figli chiedono alla procura di fare chiarezza sulle informazioni che le forze di polizia del territorio avevano in merito alla pericolosità di Norbert Feher, alias Igor Vaclavic.

Si sapeva che quel pericoloso individuo gironzolava per il Mezzano dove l’otto aprile scorso il loro padre è stato ucciso? Chiedono i due figli nell’esposto e chiedono anche: nel caso, perché i servizi dei volontari non furono fermati?

Domande alle quali dovrà dare una risposta un’indagine giudiziaria che sarà condotta dal sostituto procuratore Ciro Alberto Savino.

Note di servizio e scambi di informazioni infatti dovranno essere gli atti che il pm dovrà acquisire per capire se c’è stata una negligenza o meno nel valutare la pericolosità di Igor.

Da quanto si apprende da un articolo comparso sul Il Resto del Carlino infatti dai primi rilievi della procura non emergerebbe un allarme ufficiale diramato poco giorni prima l’escalation delle azioni di Igor. E la prova sarebbe anche il fatto che all’agente di polizia provinciale, Marco Ravaglia e a Valerio Verri non era mai arrivato un dispaccio ufficiale sulla pericolosità del soggetto.

Da indiscrezioni emergerebbe, insomma, soltanto che ci sarebbe stata un’informativa – ritenuta dagli esperti tuttavia piuttosto debole – in cui un ufficiale dell’Arma di Bologna, un maggiore, metteva in collegamento la rapina di Consandolo della fine di marzo, avvenuta ai danni di una guardia giurata che stava controllando l’allarme scattato in piena notte in una piadineria e i fatti gravissimi di Portomaggiore.

Un’altra inchiesta va avanti, intanto. L’ha voluta il ministero della giustizia, attraverso il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

Riguarda due agenti del sindacato della polizia penitenziaria, il Sappe, che operano all’Arginone. Un’inchiesta d’ufficio in cui si cerca di fare luce sulle dichiarazioni delle due guardie nel corso della trasmissione di Barbara d’Urso su Canale Cinque, rilasciate nella puntata del 14 di aprile.

L’inchiesta infatti dovrà chiarire se dietro quelle affermazioni degli agenti che “Igor era un detenuto modello perché aveva capito che il buon comportamento lo avrebbe fatto uscire prima dal carcere” dissero gli agenti, non ci fosse anche la conoscenza, da parte loro, di altre intenzioni che aveva Igor e dunque omesse.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *