Igor è da settanta giorni in fuga. E spunta l’ipotesi di un complice

Settanta giorni che non si trova. E ora Igor, ma il suo vero nome è Norbert Feher, serbo di 41 anni, non è più un fuggitivo ma un latitante. Gli inquirenti sono ancora convinti che sia nella zona rossa, ovvero le campagne fra Molinella e Argenta, ma sono molte le segnalazioni di chi avrebbe visto Igor lungo tutto lo Stivale.

Secondo indiscrezioni di stampa ora inoltre spunta la possibilità che Igor abbia avuto anche un complice.

Una figura, ritengono gli inquirenti guidati dal pm di Bologna, Marco Forte, che lo avrebbe potuto informare che in quella tabaccheria di Riccardina di Budrio, dove Norbert Feher dopo una colluttazione uccise il suo titolare, Davide Fabbri, il primo aprile, nonostante il negozio fosse ubicato in una località piuttosto sconosciuta per chi non è del posto, forse nascondeva qualcosa di interessante da rapinare per poi fare dei soldi.

Una figura che potrebbe avergli dato anche vitto e alloggio, nei giorni successivi alla sua caccia dopo la morte della guardia ambientale volontaria, Valerio Verri, ucciso una settimana dopo nel Mezzano. I rilievi della scientifica dei carabinieri infatti lasciano pensare che Igor sia rimasto in quella zona almeno fino a metà maggio.

Sono stati poi numerosi gli avvistamenti di Igor nel Paese. Da Ceregnano, località del Polesine, pochi giorni dopo l’ultimo omicidio a Civitavecchia, in una nave diretta Olbia.

Si cambia la strategia dunque nelle ricerche di Norbert Feher e i reparti speciali arrivati sul posto poche ore dopo l’ultimo omicidio, ora non ci sono più. Si va avanti ma con indagini diverse. In quei posti, invece, rimangono le famiglie che nei giorni scorsi, durante un incontro pubblico, sono state informate dai carabinieri su come comportarsi nel caso in cui impattassero con Igor e dunque scongiurare il peggio che ci auguriamo non accada mai più.

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