Il Caso Belamel in tribunale

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L’amico che quella sera si trovava con lui, un buttafuori e l’addetto al parcheggio della discoteca. Si aggiunge anche un taxista. Sono gli imputati del processo per la morte di Sahid Belamel, il trentenne marocchino che morì dopo essere stato trasportato in ospedale troppo tardi. Sahid infatti aveva trascorso diverse ore al freddo e al ghiaccio nella notte del 14 febbraio del 2010 dopo aver passato la serata nella discoteca Madame Buttrfly di Cassana.

Per la pubblica accusa i quattro imputati avrebbero omesso di aiutare il giovane nonostante avessero visto che Sahid aveva bisogno e aveva chiesto aiuto. Sahid, annebbiato dall’alcol ingerito, fuori dal locale notturno finì anche nel vicino canale che si trova in via Colombo. Un bagno fatale nell’acqua gelida di quella notte.

said-belamelDegli ultimi minuti di vita di del ragazzo trentenne c’è anche un video ripreso da una telecamera della sicurezza di un’azienda che si trova nella piccola media industria di Cassana.

Immagini terribili di un giovane trentenne che mezzo nudo alza le braccia al cielo e poi sbatte più volte e con forza la testa per terra.

Secondo la pubblica accusa infatti l’amico che quella sera era con lui, il buttafuori della discoteca e l’addetto al parcheggio hanno fatto finta di non vedere e non lo hanno aiutato. Secondo la pubblica accusa inoltre anche il taxista chiamato dallo stesso Sahid per essere riportato a casa quando lo ha visto non lo ha caricato in macchina e non ha chiamato i soccorsi.

Tutte accuse che questa mattina i legali della difesa, attraverso le dichiarazioni di alcuni testimoni sentiti in aula, hanno cercato di smontare pezzo per pezzo.

Oggi infatti davanti al giudice Silvia Giorgi si è tenuta una nuova udienza del processo. La pubblica accusa era rappresentata dal pm onorario Elisa Bovi. Il fratello di Sahid è parte civile.

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