Caso Cucchi all’attenzione del Paese: dalla rete rimbalzano dichiarazioni di chi non può ignorare assurdità sentenza

cucchiSi va dalla lettera di Adriano Celentano, letta ieri sera anche sul TG1 allo striscione dei tifosi della Sampdoria, al blog del Corriere, ai lunghi articoli de Linkiesta e di Lettera 43, all’hashtag , #sonoStatoio, con cui si accusa lo Stato di non aver trovato i colpevoli della morte del geometra 32enne avvenuta nel 2009 nel reparto protetto dell’ospedale Sandro Pertini, una settimana dopo il suo arresto per possesso di droga.

Il caso Cucchi scuote la rete e i social network fanno la loro parte, questa volta in positivo, dando voce ai tanti che sono rimasti indignati, sorpresi, perplessi di fronte alla sentenza della Corte d’Appello di Roma, ce dice sostanzialmente che “non è stato nessuno” che la morte di Stefano Cucchi non ha colpevoli. Sulla rete c’è solidarietà verso il giovane e  verso la sua famiglia. Non ci sono parole scomposte, se non da parte del Sap , mentre i  cittadini si interrogano.

Sul sito web de Linkiesta ieri, il sociologo e senatore del Pd Luigi Manconi. da sempre impegnato per i diritti dei carcerati, sottolinea le contraddizioni fra la sentenza che dice “nessun colpevole” e le violenze sul corpo di Stefano Cucchi riconosciute nel processo di primo grado. Accanto a queste in primo grado era stata riconosciuta l’incuria e sei medici, ora assolti, sono stati condannati in primo grado per omicidio colposo, tant’è che  la famiglia è stata risarcita.ilaria-cucchi

nessun colpevole, né tra gli infermieri né tra i poliziotti che già erano stati prosciolti nel processo in Corte d’Assise. «Il fatto non sussiste», dicono  i giudici della II sezione di Roma.Una sentenza che toglie il fiatoe contro cui la famiglia farà ricorso in Cassazione e anche contro il ministero di Grazia e Giustizia. Luigi Manconi, presidente della commissione Diritti umani di Palazzo Madama, non ha esitazioni a dichiarare che qui è lo Stato che fallisce.e si augura che su questa questione, certamente molto delicata, sia lo stesso Matteo Renzi a far sentire la propria voce.

E mentre la Procura Generale di Roma si impegna a valutare “la sussistenza di motivi per ricorrere in Cassazione “dopo aver letto le motivazioni” dell’ assoluzione in appello , Ilaria Cucchi grida lo sdegno per un iter giudiziario in cui ad essere messo sotto inchiesta è stata la vittima, Stefano e con lui la sua famiglia.  Di oggi l’intervento del Presidente del senato, Piero Grasso lancia un appello. a quei rappresentanti delle Istituzioni coinvolti in questo caso, che, pur sapendo, non hanno finora parlato. “Che si abbia il coraggio, ha detto Grasso, di assumersi le proprie responsabilità, perché lo Stato non può sopportare una violenza impunita di questo tipo”. Intanto questa mattina a Radionorba, Donato Capece, segretario del Sappe, il sindacato della polizia penitenziaria, nel corso del programma “Morning News” al quale ha partecipato in diretta anche Ilaria Cucchi , ha annunciato l’intenzione di denunciare la famiglia Cucchi, per interromperne le aggressioni verbali. Stefano Cucchi, sostiene Capece non era un santo e le lesioni potrebbe essersele procurate prima di essere rinchiuso in carcere. E con ciò, forse senza accorgerse, scarica tutta la responsabilità  sui medici, che a quanto pare nulla hanno fatto per intervenire e curarlo.

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