Il “caso” delle TV locali

Sotto accusa l’informazione televisiva delle piccole Tv private: in questo caso è Telestense ad essere entrata nell’occhio  del ciclone. Di ieri l’avvio di un’inchiesta de La Nuova Ferrara sui rapporti contrattuali fra  Telestense, emittente locale di Ferrara , le istituzioni della sanità e le istituzioni regionali. Vediamone i contenuti

Soldi pubblici in cambio di comunicazione istituzionale. È questo il filo conduttore di un’inchiesta in due puntate – almeno per ora  – comparsa ieri e oggi sul quotidiano La Nuova Ferrara.

Il quotidiano mette sotto la lente di ingrandimento i rapporti contrattuali tra l’emittente Telestense e le istituzioni: quelle della sanità, ieri, quelle regionali, oggi. Ieri l’inchiesta accertava che negli ultimi anni – dal 2008 fino al 2011 – azienda sanitaria locale e azienda ospedaliero universitaria Sant’Anna hanno investito circa 100mila euro l’anno complessivi per l’acquisto di spazi di comunicazione televisiva sull’emittente locale.

Il tutto corredato di molti particolari e di una constatazione: le aziende sanitarie hanno deciso, anno dopo anno,di utilizzare Telestense per la propria comunicazione istituzionale perché è l’unica emittente televisiva locale della provincia, con una forte penetrazione sul territorio: questo aspetto emerge da una determina del S.Anna del 1997 citata nell’inchiesta giornalistica.

Oggi l’inchiesta affronta gli spazi televisivi acquisiti dalla Regione, tra il 2008 e il 2011: 500mila euro spesi tra il 2008 e il 2011 secondo la Nuova Ferrara – ma a noi risulta un cifra inferiore ai trecentomila euro – per diversi spazi televisivi non solo su Telestense, ma su un network comprendente anche Telecentro e Telesanterno di Bologna. La convenzione, a quanto ci risulta, è stata estesa con specifici budget a tutte le emittenti locali della regione.

Nell’inchiesta interviene anche Gerardo Bombonato, presidente dell’Ordine dei giornalisti Regionale, che alla Nuova precisa: la comunicazione istituzionale (in cui si inquadrano tutti i contratti di cui si parla nell’inchiesta) è un dovere delle istituzioni, disciplinato da una apposita legge; il punto è mettere sempre in condizione il cittadino di distinguere tra ciò che è pura e informazione e ciò che è invece comunicazione realizzata in collaborazione con un committente istituzionale. Analoga considerazione viene dal consigliere regionale Mauro Malaguti del PDL.

Nella stessa pagina in cui compare la lunga inchiesta, la Nuova pubblica anche articoli dedicati alla vicenda delle interviste – di natura politica – realizzate a pagamento da consiglieri dell’assemblea legislativa emiliano romagnola presso emittenti regionali.  Il quotidiano sembra suggerire una parentela tra le due vicende che in realtà non c’è: i contratti di Telestense sono, come abbiamo visto, regolati da norme precise e alla luce del sole, e corrispondono all’obbligo delle istituzioni di comunicare con i cittadini. Niente a che fare con interviste politiche a pagamento, a cui Telestense è totalmente estranea.

Oggi interviene sull’argomento anche il Resto del Carlino, che cita il movimento 5 stelle regionale come fonte dell’inchiesta. Lo scorso gennaio i consiglieri di Cinque Stelle, chiesero di visionare i contratti tra Aziende sanitarie ferraresi e Telestense.  Per i grillini, citati dal Resto del Carlino, la comunicazione istituzionale non è altro che pubblicità bella e buona, pagata dai cittadini. Anche qui si parla, nel titolo del servizio di “cittadini che pagano le interviste”, ignorando che la comunicazione con i cittadini, per le aziende pubbliche, non è uno sfizio, ma un preciso dovere di trasparenza.

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