Il Comune paga “la lentezza” della Giustizia

Condannato a pagare 1700.000 euro ad Alois Lageder, imprenditore vitivinicolo altoatesino di successo, per il rimborso di una causa di esproprio che risale a circa trent’anni fa, il Comune di Ferrara si accinge a vendere una quota delle azioni Hera. Per evitare di perderne i dividendi, l’acqurente più probabile potrebbe essere la Holding Ferrara S.P.A.

E’ un imprenditore che ha puntato sull’eccellenza, in un’azienda vitivinicola che ha quasi due secoli di vita e una filosofia aziendale ispirata ad un approccio olistico e sostenibile e al ruolo centrale delle molteplici attività artistiche e culturali. A guardare la storia dell’azienda fiore all’occhiello dell’economia di questa regione, raccontata e illustrata da un curatissimo sito web Alois Lageder , che ne è il titolare, rappresenta il meglio di quanto la classe imprenditoriale italiana possa vantare. Ma è proprio per queste sue doti, anche se Lageder ha precisato che non è l’azienda ad essere coinvolta nel contenzioso, ma lui personalmente insieme a due cugini, che in parte stupisce la sordità mostrata fino a questo momento nei confronti dell’amministrazione comunale di Ferrara. Il Comune estense, colto di sorpresa alcuni mesi fa dall’ammontare della cifra che è stato condannato a rimborsare all’imprenditore altoatesino per un esproprio che risale a trenta anni fa, non è riuscito infatti a tutt’oggi ad ottenere nulla da Lageder , di quanto chiesto, dilazioni, rateizzazioni, risarcimento in beni immobili, per far fronte al pagamento in modo meno drammatico e urgente.

Per questo di fronte al pignoramento dei conti correnti e quindi per recuperare con rapidità la somma che ammonta a 1.700.000 euro, a causa degli interessi trentennali maturati secondo la sentenza di corte d’appello di Bologna, il Comune sembra deciso a vendere una parte delle azioni di Hera, pari molto probabilmente a 500.000 euro, circa un terzo del debito. Accanto alle azioni Hera, che il Comune potrebbe cedere alla Holding Ferrara S.P.A. , e che quindi resterebbero all’interno del sistema pubblico, dal momento che il Comune è l’azionista unico della Holding che

già possiede azioni Hera per 23 milioni di euro, , cioè la stragrande maggioranza, la somma potrebbe essere liquidata dall’accensione, già annunciata, di un mutuo di 700.000 euro, cui potrebbe seguire la vendita di un immobile, cui il Comune dovrebbe ricorrere per ragranellare gli altri 500.000 euro. Una operazione dolorosa per le casse comunali, già provate dall’emergenza terremoto e dai tagli governativi, che potrebbe essere attutita se Lageder accettasse la rateizzazione del credito.

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