Il Consiglio Ministri salva Carife ma non tutela gli azionisti

05 carifeVia libera del consiglio dei ministri al decreto legge per il salvataggio di CariFerrara, Banca Marche, Popolare dell’Etruria e CariChieti. Il provvedimento, spiega la nota del Cdm, consente di dare continuità all’attività creditizia – e ai rapporti di lavoro – tutelando pienamente i correntisti.

“Le decisioni della Commissione consentono l’uscita ordinata delle banche, riducendo al minimo l’uso dei fondi pubblici e le distorsioni della concorrenza derivanti dalle misure”. Lo afferma la commissaria Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, commentando l’ok Ue ai piani di risoluzione di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti. Il salvataggio delle quattro banche commissariate da tempo, CariFerrara, Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti, utilizza le norme di risoluzione approvate la scorsa settimana e quindi prevede la costituzione di una bad bank, ma non toccherà i depositi e i conti correnti. L’esborso è a carico del sistema bancario italiano e non pesa sui conti pubblici. Ecco, nel dettaglio, i punti salienti del meccanismo di risoluzione adottato dal Governo con il via libera della Ue.

DEPOSITI E CONTI CORRENTI SENZA PERDITE. Depositi, conti correnti e obbligazioni ordinarie sono tutelati. Le perdite sono state assorbite in prima battuta dagli strumenti di investimento più rischiosi: le azioni e le “obbligazioni subordinate”.

carifeDOMANI RIAPRONO FILIALI 4 BANCHE ‘NUOVE’, BAD BANK UNICA. La parte ‘buona’ degli istituti, sgravata dalle sofferenze che confluiscono in una unica bad bank, rinasce con il titolo ‘nuovo’ davanti alla denominazione: ‘Nuova Banca Marche’, ‘Nuova Banca Etruria’ e così via, mentre le quattro banche originarie sono liquidate con procedura coatta. La bad bank si accolla i crediti deteriorati per 8,5 miliardi che vengono massicciamente svalutati a 1,5 con l’obiettivo di cederli rapidamente sul mercato.

NICASTRO PRESIDENTE TUTTE E 4 BANCHE NUOVE. L’ex d.g. di Unicredit sarà affiancato da cda snelli dove siederà anche la ex responsabile di S&P Italia, Maria Pierdicchi.

BANCHE PRESTO ALL’ASTA. Non solo le sofferenze. L’accordo con la Ue prevede una vendita al più presto delle 4 banche ‘ripulite’ con l’obiettivo di massimizzare il profitto.

ESBORSO TOTALE 3,6 MLD, DI CUI 1,8 RECUPERABILI. L’obiettivo della cessione è recuperare infatti parte dell”impegno finanziario immediato del Fondo di Risoluzione che, complessivamente per le quattro banche, è così suddiviso: circa 1,7 miliardi a copertura delle perdite delle banche originarie (recuperabili forse in piccola parte); circa 1,8 miliardi per ricapitalizzare le banche buone (recuperabili con la vendita delle stesse). Circa 140 milioni andranno a dotare la banca cattiva del capitale minimo necessario a operare.

LE TRE ‘BIG’ ANTICIPANO LIQUIDITA’ CON PRESTITO. La liquidità necessaria al Fondo di Risoluzione per iniziare immediatamente a operare è stata anticipata da tre grandi banche (Banca Intesa Sanpaolo, Unicredit e UBI Banca), a tassi di mercato e con scadenza massima di 18 mesi.

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