Il controllo delle aree a rischio inquinamento a Ferrara – VIDEO

La ex discarica di Ca’ Leona, nella zona di Casaglia, non è che una delle aree della città in cui da anni si monitora la presenza di sostanze inquinanti. E’ un’area complessa, composta da diversi lotti di terreno i più vecchi dei quali risalgono addirittura agli anni ’70.

In questa zona sono in corso monitoraggi – realizzati impiegando una rete di piezometri tutt’intorno all’area ex discarica – effettuati da Hera e controllati da ARPAE, finalizzati ad appurare se l’area comporti pericoli per la salute, o se il grano coltivato in parte di quest’area possa risultare contaminato. La conclusione a cui sono arrivate sino ad ora ARPAE e ASL è che non vi sono particolari rischi, e che il grano non è contaminato.

Proprio oggi, tuttavia, il Movimento Cinque stelle chiede ulteriori dati e precisazioni all’amministrazione comunale, sulla discarica di Ca’ Leona: per esempio, quali i metodi impiegati per monitorare l’eventuale inquinamento dell’area, quali analisi sono state effettuate sul grano che qui è coltivato.

Di fatto, il braccio operativo dell’amministrazione comunale per quanto riguarda il monitoraggio delle aree inquinate è proprio l’ARPAE, Agenzia Regionale Prevenzione Ambiente Energia. Ca’ Leona non è l’unica area oggetto di interesse.

 

 

C’è anche, ad esempio, il quadrante est: anche qui, un’area usata molti anni fa come discarica, che fu al centro di polemiche in occasione della costruzione dell’asilo nido di via del Salice. Dopo che è stata appurata la presenza di CVM e altri crlorurati nel sottosuolo, qui è stato avviato un progetto di disinquinamento che procede da due anni, e che è cofinanziato dalla regione. Il comune, per sostenere i costi della bonifica, ha chiamato in causa la società chimica Solvay, ritenendola responsabile dell’inquinamento riscontrato. Solvay ha fatto ricorso al Tar contro il comune, ma il Tar ha respinto il ricorso, e ora si vedrà come procederà la contesa.

In tempi più recenti sono state avviate campagne di monitoraggio a Nord della città, e a Ovest, nella zona di via del Lavoro poco fuori la città. Qui, benché si siano individuati nel sottosuolo superamenti delle soglie di concentrazione consentite per alcune sostanze inquinanti, la situazione non m parrebbe critica. Ma è ancora molto presto, ci spiegano da ARPA, per arrivare a un responso definitivo.

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