Il cordoglio di tanti per la morte di Gino Strada

Gino Strada, fondatore di Emergency è morto all’età di 73 anni.

Una morte improvvisa per il medico che ha sfidato tante volte il pericolo estremo per salvare milioni di persone in tutto il mondo con la sua Organizzazione, riconosciuta dalle più autorevoli istituzioni internazionali per l’alto valore umanitariodell’attività medica svolta nei teatri di guerra più infuocati del mondo.

Medico, filantropo e attivista, Gino Strada era conosciuto in Italia e nel mondo dai potenti della terra e da tante persone che nell’anonimato avevano imparato a rispettarlo e a sostenerne l’attività sua e di Emeerrgency, la onlus fondata con la moglie, nel 1994, una associazione italiana indipendente e neutrale, nata per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà.

EMERGENCY, come si legge nel sito della onlus promuove da sempre una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani e proprio per l’azione coerente con questi principi Emergency e il suo fondatore hanno ricevuto numerosi riconoscimenti in Italia e nel mondo.

Nato e cresciuto a Sesto San Giovanni, in un ambiente cattolico, laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano, dopo avere conseguito due specializzazioni la prima a trent’anni in Chirurgia d’Urgenza in Italia la seconda a 32 in chirurgia cardiopolmonare negli Stati Uniti Strada si è indirizzato ai trapianti di cuore alla medicina traumatologica e alla cura delle vittime di guerra.

Ateo, ma profondamente amico di Don Andrea Gallo, il prete di strada radicale come il medico nelle sue scelte di campo pacifiste e nel suo schierarsi sempre a fianco dei più deboli, Gino Strada dopo avere lungamente operato on il Comitato internazionale della Croce Rossa in varie zone di conflitto: Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Somalia e Bosnia ed Erzegovina, con Emergency ha creato una delle associazioni più riconosciute per l’alto valore umanitario della sua attività, che Strada ha anche raccontato in due libri, Pappagalli verdi: cronache di un chirurgo di guerra, che prende il nome da un tipo di mina antiuomo di produzione sovietica, impiegate nelle operazioni belliche – soprattutto nelle incursioni aeree – degli ultimi decenni, di colore verde e somigliante nella struttura ad un volatile e Buskashì. Viaggio dentro la guerra., un libro drammaticamente attuale, che narra il viaggio iniziato il 9 settembre 2001 due giorni prima dell’attentato di New York alle torri gemelle, dentro la guerra in Afghanistan, nel momento della sconfitta dei Talebani, e della vittoria dei mujaidin, in un paese abbandonato da tutte le organizzazioni internazionali, mentre la capitale Kabul, conquistata dai mujaidyn, aveva negli operatori di Emergency gli unici testimoni occidentali della devastazione della guerra.

Un libro attuale, dicevamo, per quello che sta succedendo in queste settimane sempre in Afghanistan, dove di nuovo la popolazione e le città sono strette nella morsa di una nuova conquista, questa volta da parte dei Talebani. Una nuova devastazione che sempre Gino Strada denunciava nelle sue ultime dichiarazioni pubbliche, senza avere molto seguito presso le diplomazie dei potenti della terra.

Oggi EMERGENCY è presente in Afghanistan con 3 ospedali, un Centro di maternità e una rete di 44 Posti di primo soccorso.

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