Il decreto anti femminicidio diventa Legge: ma restano molte ombre

stalking femminicidio

Anna vittima di stalker “La legge è solo un inizio, bisogna dar voce alle vittime, chiedere loro che cosa serve per farle sentire sicure…”.

Entro domani il decreto-legge contro il Femminicidio, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale che deve essere fatta entro il 15 ottobre, diventerà Legge dello Stato. Una legge attesa che nasce, però, sulle polemiche sia sulla procedura adottata per farla passare, sia sul fatto che nel decreto solo 5 articoli su 11 riguardano questo fenomeno specifico, sia su alcuni punti delle misure di contrasto alla violenza sulle donne e allo stalking.

Pene più severe, ,arresto in flagranza, allontanamento del coniuge violento, querela irrevocabile, patrocinio gratuito alle vittime di stalking o di maltrattamenti: l’Italia ora ha una legge che contrasta la violenza di genere: una legge che non ha avuto i voti di Lega Nord, Sel, M5S usciti dall’aula del Senato al momento del voto perché in disaccordo su altre parti del decreto “sicurezza”, trasformato in legge giovedì otto ottobre e contenente anche articoli relativi a reati ambientali e alla sorte delle Province. E’ certamente un passo importante per il Paese sotto l’aspetto giuridico e culturale, ma nonostante il riconoscimento comune del suo valore, la Legge sul cosiddetto femminicidio è già discussa e in parte contestata. Così se l’8 ottobre 2013 è destinato a diventare una data storica, per le donne italiane, già si sa che i risultati della legge, sia sul piano della repressione dei violenti e degli stalker, sia sul piano della prevenzione dipenderà molto da come sarà interpretata e resa operativa. Fra i punti che lasciano perplessi quello che riguarda l’assenza di vera attenzione nei confronti delle vittime. A parlare è Anna, vittima di stalking per molti anni ed ora in angosciosa attesa della liberazione del suo persecutore, che fra pochi mesi uscirà dal luogo dove ha scontato per 4 anni una misura di reclusione coatta, a metà fra carcere e istituzione sanitaria. Anna ha dovuto cambiare casa, luogo di residenza, allontanarsi dal luogo di lavoro, che ora non ha….e adesso, teme di nuovo per la proprio futuro, l’incolumità suaedei suoi cari.

Nei prossimi giorni analizzeremo le novità introdotte dalla Legge , insieme a giuristi e ad Associazioni per la tutela delle Donne vittime di violenza.

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