Il Fondo interbancario a Ferrara per Carife

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Il Fondo interbancario di garanzia dei Depositi avrebbe avviato una “due diligence” sulla Cassa di risparmio di Ferrara; dirigenti del Fondo sarebbero stati a Ferrara nei giorni scorsi proprio con questo obiettivo.

Lo riferisce, in forma di indiscrezione, l’edizione online della Stampa di Torino. Che in Carife fosse stata avviata una raccolta di dati sullo stato di salute dell’Istituto di credito, da fornire a un potenziale acquirente era ormai certo da alcuni giorni, e Telestense ne aveva parlato già la scorsa settimana. E mentre il Fondo interbancario di garanzia si interessa a Carife, proseguono i contatti tra Ministero dell’Economia, Bankitalia e Banca Centrale Europea per alleggerire le richieste fatte dalla Vigilanza europea a Ubi Banca per l’acquisto di Banca Etruria, Banca Marche e CariChieti, vale a dire le altre tre good bank nate insieme a nuova Carife con il decreto del 22 novembre.

Oggi intanto, la Fisac CGIL interviene con una propria nota stampa in cui lamenta, a dieci mesi dal decreto che ha creato le quattro good bank, la mancanza di un piano industriale che possa disegnarne il futuro. “Ci sono stati sforzi e impegno – si legge nella nota di Fisac CGIL – per recuperare il rapporto di fiducia con il territorio, le relazioni di clientela, per migliorare il costo della raccolta e recuperare margini di redditività.

Ma l’assenza di un assetto definitivo della proprietà e degli assetti societari ha comportato interventi spot invece che veri e propri piani di rilancio”. Sul fronte dei risparmiatori, è ancora polemica tra il comitato Vittime del salvabanche – che raggruppa una parte dei risparmiatori azzerati delle quattro vecchie banche – e il premier Matteo Renzi. Partecipando alla trasmissione Politics di Gianluca Semprini, Renzi avrebbe detto che i piccoli obbligazionisti di Banca Etruria prendevano il 7% di interessi sulle proprie obbligazioni. “Non è vero, scrivono le vittime del salvabanche. Il premierr vuol far intendere che gli obbligazionisti delle quattro vecchie banche erano in realtà erano speculatori, ma questo è falso. Gli interessi percepiti erano addirittura inferiori a quelli dei titoli di Stato”.

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