Il futuro secondo il ministro Passera

L’Italia può tornare a crescere, a patto di ridurre la spesa pubblica improduttiva. I primi segnali positivi potrebbero vedersi già a partire dalla seconda parte dell’anno in corso.

Il ministro dello sviluppo Corrado Passera, parlando dal salone del mobile di Milano lancia – o tenta di lanciare – una serie di segnali positivi sul futuro del Paese proprio in una fase di evidente difficoltà. La chiave di tutto sembra essere la revisione della spesa pubblica. Che significa ridurre gli sprechi e le spese inutili, e avere quindi a disposizione più denaro per investimenti in crescita, innovazione, sostegno alle imprese.

“Non voglio entrare nel merito di singole misure – ha detto il ministro – ma lo spazio per ridurre i costi c’è: per esempio regioni meno efficienti di altre si allineino alle migliori, ad esempio in campo sanitario”

Parallelamente, il ministro ha preso anche un altro impegno: affrontare il problema delle tante, troppe imprese che vantano crediti dallo Stato o dagli enti pubblici ma non riescono a farsi pagare. “Credo ci sia la disponibilità del governo a intervenire attraverso certificazioni dei crediti e fondi di garanzia”, ha detto Passera. Che ha aggiunto: le azioni del governo potrebbero mettere in movimento 100 miliardi da investire nella crescita del Paese. Ma bisogna mantenere il rigido controllo dei conti.

Il ministro cerca di ridare fiducia al Paese in un momento molto critico, ma il clima nel Paese è obiettivamente difficile: oggi la borsa di Milano è tornata a perdere valore, scendendo del 3% soprattutto a causa del crollo dei titoli bancari. E l’Istat diffonde un dato secondo cui la fiducia dei consumatori è in deciso calo: ed è particolarmente grave, la crisi di fiducia, soprattutto nel sud e nel nord est.

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