IL JU JITSU VALVOLA DI SFOGO PER LUCA BENATI

Giovane atleta nato a Cento, con grandi e giustificate ambizioni

“Il Ju Jitsu – per me – rappresenta una valvola di sfogo: mi permette di liberarmi dalle tensioni quotidiane. Questo sport è un modo per scaricarsi e, allo stesso tempo, per esprimersi”. Luca Benati, classe 2003, risiede a Finale Emilia (è nato a Cento) ed è già un campione di indubbio spessore. “Da bambino praticavo nuoto a livello amatoriale” – le sue parole – “ma nel 2012, a causa degli eventi sismici che colpirono il paese in cui abito e che in particolare resero inagibili la maggior parte degli impianti sportivi, dovetti cercare altre attività a cui dedicarmi. Inizialmente non sapevo con precisione quale disciplina intraprendere ma, allo stesso tempo, ebbi l’occasione di assistere ad una delle prime gare di Ju Jitsu di mio fratello Roberto, il quale iniziò a praticarlo diversi mesi prima: rimasi incuriosito e affascinato, tanto da decidere di provare. Da quel momento, più passava il tempo e più cresceva in me questa passione”. Iniziò così un percorso sportivo davvero straordinario. “Nei primi anni della mia carriera partecipai principalmente a competizioni e trofei regionali, conseguendo ottimi risultati….tanto da prendere parte – nel tempo – a diversi campionati nazionali. Nel 2019 vinsi i campionati italiani di Ju Jitsu”. Una vittoria fondamentale. “Subito dopo arrivò la convocazione per i successivi campionati mondiali negli Emirati Arabi, nella specialità ne-waza. In quell’occasione raggiunsi il risultato più importante della mia carriera agonistica fino ad ora: dopo diversi incontri – infatti – mi classificai quinto nella categotia Under 18 Men -50kg. Per me fu un’esperienza di grande importanza, potendomi confrontare con i migliori atleti a livello mondiale e che ha notevolmente migliorato sia le mie competenze tecniche che caratteriali”. Significativa una riflessione. “Mi ritengo un atleta affiatato, desideroso di confrontarmi continuamente con prove e combattimenti di difficoltà sempre maggiore ma anche consapevole dei propri limiti, ansioso di migliorarli sempre di più”. Le persone più significative nel percorso sportivo di Luca Benati? “La mia famiglia che mi è sempre stata accanto anche nei momenti più difficili dal punto di vista emotivo. Indubbiamente anche Linda Ragazzi (mio Maestro): grazie a lei ho ricevuto un’eccellente preparazione tecnica ed agonistica che mi ha permesso di raggiungere i primi cinque posti nel ranking mondiale. Cito anche i miei compagni di allenamento, fonte di ispirazione e motivazione”. Non solo il tatami. “Ho anche un grande interesse per la musica; suono la chitarra da sette anni e mi diverto con la mia band nei diversi concerti. Come nel Ju Jitsu, anche in questa realtà mi piace trascorrere momenti piacevoli con ragazzi che condividono la mia stessa passione”. Per il futuro? “Oltre al conseguimento del diploma di scuola superiore in scienze agrarie, mi piacerebbe svolgere l’attività di Sommelier. A livello sportivo, quando le condizioni emergenziali consentiranno la ripresa degli allenamenti, ambisco a poter raggiungere i massimi livelli consentiti da questo sport….sia a livello europeo che mondiale”. In conclusione, il motto di questo grande campione. “Più sudi in allenamento, meno sanguini in battaglia”. Che tradotto significa. “Qualsiasi successo non nasce per caso ma va inseguito giorno dopo giorno con continuità e determinazione”.

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