Il ministro Patrizio Bianchi in visita a Copparo

Un viaggio a ritroso nella propria carriera scolastica e un momento di analisi sulle sfide che attendono il mondo della scuola.

La visita del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi nella “sua” Copparo è stata al contempo un tuffo nel passato e un salto nel futuro di un’istituzione che rappresenta il primo collante, e la speranza stessa, del Paese. È seguito un incontro con la dirigenza e con i lavoratori di Berco.

Il ministro, affiancato da Bruno di Palma dell’ufficio scolastico regionale e da Veronica Tomaselli dirigente scolastica provinciale, insieme al sindaco Fabrizio Pagnoni, si è recato alla scuola primaria “Oreste Marchesi”, di cui è stato allievo. Calorosissimo il saluto degli attuali giovanissimi studenti, che lo hanno accolto con coloratissimi cartelli di benvenuto e di ringraziamento, che gli sono stati poi donati. Non l’unica sorpresa: Bianchi infatti ha ricevuto la riproduzione delle sue foto scolastiche della classe terza e della classe quinta, scattate nel 1959 e nel 1961 nel giardino del plesso.

Durante la mattinata, il ministro si è intrattenuto alla lezione di Educazione digitale della classe 2ªD, tenuta dalle insegnanti Gilberta Fazi ed Elena Vallieri con l’utilizzo dei chromebook. Prima in aula magna ha tenuto un confronto con gli operatori sul campo. Dopo il saluto del dirigente dell’Istituto Comprensivo, Domenico Marcello Urbinati, e del suo vice, Daniele Saraceni, alla presenza della coordinatrice Giuseppina Guidi e di Alberto Malagodi, presidente del Consiglio di Istituto, si è soffermato sulla continuità fra cicli scolastici insieme a Marzia Barboni per la scuola dell’infanzia e a Donatella Tasso per la secondaria, sull’educazione digitale con Angela Zaghi e Federica Dolcetti del team di animazione digitale, sull’accoglienza dei bambini ucraini con Rossella Succi della funzione strumentale integrazione alunni stranieri.

Il confronto, a cui hanno partecipato anche il dirigente amministrativo Eleonora Bergami e l’insegnante Laura Brevigliero, non ha tralasciato anche gli edifici scolastici, con l’intervento del primo cittadino e di Francesca Trazzi e Sara Tuffanelli di Patrimonio Copparo. Uno «scambio di esperienze» fortemente voluto dal capo del dicastero dell’Istruzione nell’intento di comporre un quadro nazionale, per raffigurare una scuola quanto mai ricca di esperienze, dinamiche, sperimentazioni.

La seconda parte della giornata è trascorsa alla Berco, in visita alle diverse anime dello stabilimento, con la guida dell’amministratore delegato Piero Bruno, del direttore Mario Andaloni e dalla responsabile delle risorse umane Alida Malatrasi. Un viaggio attraverso le tecniche e le lavorazioni più all’avanguardia, partendo da oltre cent’anni or sono, quando l’imprenditore Roberto Cotti si unì al business di Vezio Bertoni, estendendo la produzione a diverse macchine utensili.
Nella sala convegni dell’azienda Bianchi è stato accolto da un’autentica standing ovation di una nutrita rappresentanza dei lavoratori. Il ministro ha esortato tutti a raccontare: raccontare cosa sia l’industria per il Paese e cosa sia Berco, «che continua ad essere generatore di valore». «Qui vediamo la manifattura nella sua essenza – ha concluso -: raccontatelo, raccontatelo ai bambini, alle insegnanti, alle famiglie, perché ne abbiamo bisogno e dobbiamo sentire l’orgoglio di essere italiani».

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